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Gli Araldi del Vangelo si pronunciano sulla presunta chiusura delle scuole

L’ultimo decreto del Cardinale Braz de Aviz rivela ancora una volta la sua animosità nei confronti dell’associazione. Qual è la causa?

Redazione (14/09/2021 20:22, Gaudium Press) Come è già stato ampiamente riportato, gli Araldi del Vangelo hanno ricevuto una visita apostolica negli anni 2017-2019 i cui risultati sono stati favorevoli all’associazione privata dei fedeli, senza implicare alcuna ragione plausibile per una procedura di commissariamento. Tuttavia, su iniziativa di una sede non competente, cioè la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, si è dato inizio al commissariamento, con la partecipazione speciale del prefetto, il Cardinale João Braz de Aviz, noto antipode dell’istituzione.

Il commissario nominato, Cardinale Raymundo Damasceno Assis, stava conducendo il commissariato in modo tranquillo, anche considerando il periodo travagliato della pandemia. Infatti, le notizie indicavano che gli Araldi del Vangelo continuavano con le stesse attività di sempre, con in più la distribuzione di alimenti alle famiglie svantaggiate dalla pandemia.

Nel frattempo, si sa che la campagna anti-Araldi continuava su internet. Allo stesso tempo, le indagini riguardanti le accuse diffuse dai media hanno continuato il loro corso. Ebbene, l’ufficio stampa degli Araldi ci ha informato che tutte le accuse esaminate dalla giustizia civile, sia in Brasile che all’estero, sono finora risultate accuse infondate, cioè a favore dell’associazione. Infatti, la tanto decantata inchiesta da parte del Pubblico Ministero è stata archiviata il 26 agosto scorso, “perché”, cita la nota di chiarimento dell’associazione, “i fatti non sono stati provati e non potevano essere provati, dato che non sono avvenuti”.

Genitori e tutori hanno cognizione di causa

È stato pubblicato un decreto del 22 giugno 2021, emesso dal Cardinale Braz de Aviz, che avrebbe chiuso le scuole fondate sotto l’ispirazione degli Araldi del Vangelo e dirette da un gruppo di genitori e tutori. L’ente spiega che tale decisione non è di competenza di nessuna autorità ecclesiastica, ma di “organi legati al Ministero dell’Istruzione, dopo il dovuto processo legale”. Inoltre, l’associazione spiega che la decisione di ospitare i minori è principalmente responsabilità dei genitori e/o tutori.

Il fatto è che il decreto afferma che gli alunni non avrebbero sufficienti contatti con i loro genitori. Tuttavia, gli Araldi del Vangelo informano che sono state raccolte 2.583 (duemilacinquecentoottantatre) firme dei legittimi genitori o tutori degli alunni, i quali, con cognizione di causa, non si sentono rappresentati nella suddetta decisione. In effetti, le comunicazioni sfavorevoli che sarebbero giunte sulla scrivania del Cardinale non provengono certamente dai genitori autentici, poiché tutti sostengono per la permanenza dei loro figli nell’istituzione.

Con quale diritto?

Il decreto menziona, infatti, l’anomala privazione della libertà degli studenti di soggiornare eventualmente nelle residenze dell’ente. Gli Araldi, da parte loro, comunicano che il decreto viola uno dei più sacri diritti naturali, cioè il diritto e il dovere dei genitori di educare la prole secondo le proprie convinzioni; offende il diritto civile, che tutela l’ordinamento dell’educazione di base; e infrange frontalmente lo stesso Diritto Canonico (in particolare il canone 50) e l’accordo Brasile-Santa Sede, oltre al buon senso.

Non senza motivo gli eminenti giuristi Dott. Ives Gandra da Silva Martins e il Dott. Dircêo Torrecillas Ramos hanno protocollato un parere al Cardinale Braz de Aviz il 30 agosto 2021, spiegando che il suddetto decreto “si basa su premesse generiche che non coincidono con la realtà dei fatti e interferisce in una materia estranea al Diritto Canonico”, oltre ad addentrarsi “in un campo la cui regolamentazione e rispettiva tutela sono di competenza delle autorità civili brasiliane”. Infine, i giuristi sperano che siano impiegati “tutti gli sforzi affinché sia fatta giustizia e sia ristabilito il dialogo, a beneficio degli Araldi studenti adolescenti, dei loro genitori, della società e della stessa CHIESA, rispettando lo Stato di Diritto”. Gli Araldi del Vangelo menzionano anche che altri giureconsulti si sono pronunciati in tal senso.

Una storica aberrazione giuridica?

Dai primi attacchi mediatici contro gli Araldi del Vangelo, fino ad oggi non è stato condotto alcun tipo di indagine da parte della congregazione guidata dal Cardinale Braz de Aviz. Secondo le nostre fonti, sono state condotte indagini interne indipendenti da parte degli stessi Araldi per accertare la realtà dei fatti. Ebbene, tutte le accuse si sono rivelate fraudolente, poiché sono state effettivamente realizzate in modo coordinato da un gruppo criminale, per mezzo dell’ottenimento di vantaggi finanziari (tangenti). D’altra parte, lo stesso potere civile ha concluso per l’infondatezza delle accuse, in alcuni casi anche ricorrendo a procedimenti legali contro i calunniatori.

Ebbene, se l’applicazione del decreto sarà confermata, ci troveremo di fronte a una delle più grandi aberrazioni giuridiche della storia ecclesiastica. Infatti, il passato testimonia purtroppo che il potere civile ha perseguitato e ancora perseguita la Chiesa in molti luoghi del mondo. D’altra parte, in certe occasioni, lo stesso potere civile si è alleato con settori della Chiesa stessa per perseguitare persone innocenti, come nel famigerato giudizio di Santa Giovanna d’Arco. Tuttavia, non si è mai sentito che la Chiesa (o un settore di essa) abbia dichiarato una sanzione a un organismo ecclesiastico, anche quando il potere pubblico ha dichiarato la sua innocenza!

Nel famoso attacco mediatico contro la Scuola Elementare “Escola Base” di San Paolo nel 1994, il caso più noto di fake news in Brasile, il capo della polizia, alla domanda su quali prove ci sarebbero state contro i proprietari della scuola, rispose: “L’inchiesta è la prova”. Ebbene, nel caso degli Araldi, non c’è nemmeno un’inchiesta, eppure viene imposta una condanna!

Rigidamente contro la rigidità

 

In realtà, secondo le nostre fonti, il Cardinale Braz de Aviz, in una lettera inviata al Cardinale Damasceno il 16 febbraio 2021, ha chiesto la cessazione dei processi giudiziari intentati dai genitori degli adolescenti Araldi contro i calunniatori. Ora, se questo è vero – e tutto indica che lo sia – rivela, senza dubbio, un giudizio al minimo unilaterale, per non dire altro, da parte del cardinale brasiliano. In realtà, ciò che i genitori ascoltati dal rapporto lamentano non è il poco contatto con i loro figli, ma il contatto con il cardinale stesso, che da diversi anni si è sempre rifiutato di riceverli.

In ogni caso, anche se la disciplina negli Araldi del Vangelo non è conforme ai desideri del cardinale Braz de Aviz (secondo lui, “eccessivamente rigida”), ci si chiede perché nel libro dei Proverbi (23,13) ingiungano: “Non risparmiare al giovane la correzione!” Piuttosto, ci si chiede: perché ha tutta questa incompatibilità contro la disciplina? È per proteggere preti corrotti con figli, come lui stesso ha ammesso di fare in passato? Come disse San Paolo a Tito (1,15), “Per i puri, ogni cosa è pura. Per quanto riguarda gli impuri….”

Da Saul Castiblanco

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