Gaudium news > Il card. Müller si esprime sulla polemica di Trump contro il Papa e sulla guerra in Iran

Il card. Müller si esprime sulla polemica di Trump contro il Papa e sulla guerra in Iran

L’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Müller, ha pubblicato un articolo su kath.net pronunciandosi sui fatti recenti.

7 1 700x357 1

Redazione (17/04/2026 17:14, Gaudium Press) L’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Müller, ha scritto un articolo su kath.net, riguardo la controversia tra Trump e il Papa e ha esposto con notevole chiarezza i punti su cui la Chiesa non transige. Per comprendere la prima parte del documento, è necessario ricordare che il presidente americano ha affermato che Leone XIV doveva la sua elezione a lui. Di seguito il testo del cardinale tedesco nella versione di Infocatólica:

I cardinali hanno eletto il Papa in piena libertà e unicamente nella consapevolezza della loro responsabilità davanti a Dio, scegliendo tra i loro fratelli colui che Dio stesso ha scelto e voluto come successore di San Pietro. E noi cardinali abbiamo promesso obbedienza al Papa Leone XIV e abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a impegnarci per lui e per la Chiesa di Cristo fino al sacrificio della propria vita. Una nuova Avignone, di cui si è parlato in tono minaccioso, non avrà luogo, e chiunque venga insediato come antipapa da qualsiasi potentato o si presti a ciò è un maledetto traditore dell’opera di Cristo.

Dal Santo Padre nessuno può aspettarsi altro che l’impegno per la pace terrena tra i popoli, che è un anticipo della pace di tutti gli uomini in Dio, il quale ci ha riconciliati con sé e ha riconciliato i popoli tra loro in Cristo. Gli Stati Uniti, in quanto superpotenza politica, economica, tecnologica e militare, hanno una responsabilità storica particolare riguardo alla pace, alla libertà e al benessere dell’umanità nel nostro mondo globalizzato. Sono una democrazia fondata sui diritti umani fondamentali. Il loro ruolo speciale anche nel contenimento di regimi pericolosi e dittature che sono stati e saranno un pericolo mortale per il mondo intero è innegabile. Il diritto delle genti, sviluppato dalla Scuola di Salamanca nello spirito di san Tommaso d’Aquino sulla base della legge morale naturale, non serve a proteggere tiranni e conquistatori, ma i popoli. I crimini brutali contro il proprio popolo e contro gli altri popoli devono essere combattuti, a seconda delle circostanze, anche con sanzioni economiche e mezzi militari. La politica di appeasement nei confronti di Hitler si dimostrò una catastrofe e fu pagata amaramente con la Seconda Guerra Mondiale. Papa Francesco ha messo in guardia da una Terza Guerra Mondiale che si avvicina a grandi passi e che finirebbe in un’esplosione del mondo intero.

Il regime iraniano deve essere segnalato in tutto il mondo come un abuso della religione, che è adorazione di Dio e che, in nessuna delle sue forme, deve mai essere strumentalizzata per giustificare l’uccisione di innocenti. Vale la pena rileggere il discorso di Ratisbona di Papa Benedetto XVI (2006) e anche la Gaudium et spes 77-90. La distruzione del materiale bellico degli Stati dittatoriali e, soprattutto, della loro capacità di impiegare armi nucleari non è moralmente illegittima e può essere un imperativo storico. Qui si pone sempre il dilemma che chi agisce politicamente e militarmente si rende anch’esso colpevole, perché per natura non esistono guerre pulite, specialmente quando sono stati esauriti tutti i mezzi pacifici di negoziazione. Chi oserebbe negare agli ucraini il diritto di difendersi, anche se devono ricorrere agli stessi mezzi dei loro nemici mortali? Un dilemma morale quasi irrisolvibile!

Nel caso concreto, tuttavia, va detto chiaramente che nessuno ha il diritto di criticare il Papa quando adempie fedelmente alla missione che ha ricevuto da Cristo: testimoniare il Vangelo della pace. Il messaggio di Cristo è al di sopra degli interessi della politica, e Dio è il nostro giudice. E nessun mortale può arrogarsi il diritto di strumentalizzare il nome di Dio a favore dei propri interessi. Né un fine buono giustifica i mezzi cattivi. Possiamo solo lavorare e pregare per la pace, ma non a qualsiasi prezzo, bensì per una pace giusta, anche per il popolo iraniano, affinché sia liberato da un regime di terrore. E nemmeno il diritto all’esistenza di Israele deve mai essere messo in discussione. Ma confidiamo che non siano più necessari mezzi bellici, perché tutti i vicini del Medio Oriente vogliano convivere pacificamente tra loro. Papa Leone XIV ha iniziato il suo servizio apostolico con il saluto biblico a tutti gli uomini di buona volontà con le parole: La pace sia con voi!

 

 

lascia il tuo commento

Notizie correlate