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Il Crocifisso miracoloso di San Marcello al Corso

La storia devozionale e artistica del crocifisso ritenuto miracoloso dai fedeli.

Redazione (26/06/2020 17:29, Gaudium Press) Giorgio Vasari nelle sue Vite, parla della chiesa di San Marcello al Corso, anticamente nota come San Marcello in via Lata, l’edificio si trova nel tratto finale di via del Corso, prima di piazza Venezia. L’autore dell’edificio è l’architetto fiorentino Jacopo Sansovino che nel 1519 si occupò della ricostruzione della chiesa e solo nel 600 la chiesa fu completata con la facciata progettata da Carlo Fontana.

L’edificio precedente, era andato distrutto nella notte tra il 22 e il 23 maggio del 1519, la tradizione dice che l’unico manufatto ad essere sopravvissuto dall’incendio fu proprio il crocifisso ligneo che decorava l’altare maggiore.

Non sappiamo chi fu l’autore del crocifisso ma è un’opera del tardo 300, e questo crocifisso di San Marcello al Corso venne collocato dagli studiosi agli settanta del trecento ed inserito in una fitta rete di rimandi a opere simili, presenti nelle chiese romane e risalenti allo stesso periodo.

Il crocifisso di San Marcello al Corso, sembrerebbe un modello che sia arrivato dal nord Europa, proprio perché durante l’incendio del 1519 ne uscì illeso, la popolazione lo ritenne da subito miracoloso e questa fama crebbe ancor di più, quando nel 1522, il cardinale spagnolo Raimondo Vich, vescovo di Valencia e Barcellona, per scongiurare una pestilenza che era scoppiata a Roma, volle portare il crocifisso in processione in tutta la città.

Il rito durò 18 giorni e terminò con l’arrivo del crocifisso in piazza San Pietro, nel frattempo l’epidemia aveva subìto un rallentamento e tutto questo contribuì alla nomina miracolosa del crocifisso.

Il crocifisso venne portato in processione diverse volte, in vari giubilei di diversi anni come nel 1675, durante il giubileo straordinario del 1933- 1934, durante il giubileo del 2000 e in occasione della Giornata del perdono venne abbracciato da Giovanni Paolo II.

Ed infine un evento recentissimo è stato quello del 27 marzo 2020, quando il crocifisso compie ancora il percorso da San Marcello al Corso in piazza San Pietro, ma senza processione a causa delle misure di contenimento prese per la pandemia del Covid 19, in quest’occasione Papa Francesco fa sistemare il crocifisso davanti all’ingresso della Basilica di San Pietro per invocare l’aiuto di Dio contro il dilagare della pandemia nel mondo intero.

La storia del Crocifisso di San Marcello al Corso

L’evento del 1522 spinse un gruppo di fedeli che erano guidati da alcuni nobili romani, a fondare in quell’anno una confraternita, la Compagnia dei disciplinati, il cui statuto fu approvato da papa Clemente VII nel 1526 e confermato da Giulio III nel 1550. I confratelli ottennero il giuspatronato della quarta cappella di destra della nuova chiesa di San Marcello al Corso: si tratta dell’ambiente che, tuttora, ospita il crocifisso trecentesco. Uno dei primi provvedimenti dei confratelli fu quello di ornare di affreschi la cappella, e per farlo decisero di rivolgersi a uno dei più importanti pittori dell’epoca, Perin del Vaga. (Rita Sberna)

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