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Il Papa a Barcellona: “Cristo è il Capo e i cristiani siano testimoni di unità”

Il Papa è giunto oggi a Barcellona, seconda tappa del suo viaggio in Spagna. Ha recitato l’Ora Media nella Cattedrale.

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Foto: Vatican Media

Redazione (09/06/2026 19:25, Gaudium Press) Il Papa ha raggiunto Barcellona, seconda tappa della sua visita in Spagna. All’aeroporto è stato accolto da rappresentanti della Generalitat della Catalogna, e da lì si è recato alla Cattedrale per la recita dell’Ora Media. Nella Cattedrale è stato accolto dal Cardinale Omella.

Dopo aver pregato davanti al Santissimo Sacramento e aver ricevuto il saluto del cardinale di Barcellona, il Santo Padre ha pronunciato un’omelia davanti ai fedeli, ai religiosi e ai pastori dell’Arcidiocesi.

Leone XIV ha impostato la sua omelia attorno a due immagini bibliche: quella della Sposa e quella del Corpo. Riguardo alla prima, ha sottolineato che «la Chiesa è frutto di un atto d’amore che la precede e che viene da Dio e, prima di tutto, cresce lasciandosi amare da Lui, unita, con cuore umile e grato, perché solo chi si lascia amare da Dio può costruire, insieme agli altri, le opere dell’amore».

Ricordando le parole del Pontefice precedente rivolte alla comunità diocesana, Leone XIV ha ricordato l’invito a non perdere il fuoco interiore: Papa Francesco aveva esortato i seminaristi a non smettere «mai di gustare e ricordare questo amore prediletto che si riversa e si riverserà abbondantemente nei loro cuori», e a non spegnere «mai quel fuoco che li renderà intrepidi predicatori del Vangelo».

Partendo da questa eredità, Papa Leone XIV ha invitato a diffondere un determinato clima ecclesiale: «un clima di famiglia, in cui si vive insieme, consapevoli della filiazione e della chiamata comune, solidali, aperti, capaci di misericordia, di sacrificio, di attenzione reciproca, di perdono».

Lavorare insieme è una necessità

Basandosi sull’immagine del Corpo di Cristo (cfr. 1 Cor 12,12-13), il Pontefice è stato categorico nel respingere qualsiasi lettura meramente pragmatica dell’unità ecclesiale: «lavorare insieme non è una scelta di “stile”, ma una necessità fisiologica, fondata sulla grazia concessa a ciascuno “secondo la misura del dono di Cristo” (Ef 4,7)».

Con un’immagine di grande concretezza pastorale, Leone XIV ha ricordato che nel Corpo ecclesiale vi sono membri visibili e membri nascosti, tutti ugualmente necessari: «Come in un corpo, anche tra noi vi sono membri più forti e altri più deboli, alcuni visibili, che svolgono funzioni evidenti verso l’esterno, altri nascosti, che agiscono dall’interno, in alcuni casi senza mai fermarsi e svolgendo funzioni vitali, senza che nessuno se ne accorga».

Barcellona, chiamata ad essere «Cap i Casal» anche nella fede

Il Papa ha collegato l’identità storica della città a una missione spirituale concreta. Riprendendo il titolo con cui Barcellona è conosciuta in Catalogna —«Cap i Casal de Catalunya»—, ha detto che questa condizione «conferisce a questa comunità, a tutti voi, barcellonesi e catalani, una vocazione e una responsabilità speciale di diventare, con l’aiuto di Dio, costruttori di unità».

Testimoni e profeti in un mondo lacerato

Prima di venerare le reliquie di Santa Eulalia martire , compatrona della Cattedrale, il Papa ha esortato i fedeli ad assumere la condizione di martiri nel senso etimologico del termine —testimoni—, specialmente di fronte alle divisioni del mondo contemporaneo: «in un mondo lacerato da guerre e divisioni, in una società sempre più frammentata e individualista, vogliamo essere “martiri”, cioè testimoni e profeti di unità, di accoglienza, di concordia e di pace, anche a costo di sacrifici e rinunce».

L’omelia si è conclusa con la preghiera di Gesù al Padre durante l’Ultima Cena: «Io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità, affinché il mondo sappia che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me» (Gv 17,23), affidando a Maria, Madre dell’unità, l’adempimento di tale impegno.

Storia della cattedrale

Singolare la storia della cattedrale. La cattedrale è stata dedicata dal 599 alla Santa Cruz e dal dall’anno 877  a Santa Eulalia, la patrona di Barcellona (12 febbraio), che subì il martirio in epoca romana.

Da basilica paleocristiana, sopravvissuta all’invasione dei Visigoti, fu trasformata in moschea durante l’occupazione musulmana tra il 718 e l’801, e poi restaurata nell’ 877 dal vescovo Frodo. Da romanica divenne gotica con la cripta di Sant’Eulalia del XIV secolo. Molto particolare la fontana del Chiostro con la “fuente de Las Ocas”, dove vivono 13 oche bianche, che rappresentano gli anni di vita di Santa  Eulalia, e anche le altrettante torture del suo martirio.

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