Il Papa a Lampedusa: i morti in mare vittime di decisioni mancate e il ruolo dell’Europa
La storica visita del Papa a Lampedusa , terra di approdo di molti migranti
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Foto: Vatican Media
Redazione (04/07/2026 13:21, Gaudium Press) Leone XIV è giunto questa mattina in elicottero a Lampedusa, l’isola terra di approdo in Italia di molti emigranti. Dopo l’accoglienza di Mons. Damiano, arcivescovo metropolita di Agrigento, e il saluto delle autorità, il Papa si è recato in auto al cimitero dell’isola, dove sono sepolti molti emigranti recuperati dai naufragi delle barche che li trasportavano.
Il Santo Padre si è quindi recato al campo sportivo “Arena” di Lampedusa, dove è stato accolto festosamente dagli abitanti e residenti, nel ricordo della visita di Papa Francesco, l’8 luglio 2013.
Qui il sindaco insieme alle calde parole di ringraziamento per questa presenza, regala al Pontefice un modellino del faro di Lampedusa, mentre Papa Leone ricorda il suo predecessore e assicura anche la sua vicinanza e il suo sostegno. E aggiunge, prima di celebrare la Santa Messa, che la sua venuta è “a celebrare l’Eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi”. Ed è nel gesto di condividere il pane, di spezzarlo, che è possibile – aggiunge il pontefice – ritrovare i “nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione. Sì, questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l’amore che solo Lui può darci, perché il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti”.
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Foto: Vatican Media
L’omelia del Santo Padre : l’Amore
Nella sua omelia il Santo Padre fa riferimento più volte all’Amore e alla bellezza del mare: un amore presente sin da quando nel Mediterraneo “hanno sperimentato l’ospitalità degli abitanti delle sue isole e delle sue coste, da millenni crocevia di civiltà”.
La “civiltà dell’amore” invocata da Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, che “insieme a un gran numero di profeti e martiri del secolo scorso”, hanno compreso che “agli abissi del cuore umano e agli orrori della guerra, solo la misericordia sa rispondere con nuovi inizi”.
Il Vangelo risuona dove – dice Papa Leone XIV – “popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo. Diventa muto, invece, dove ognuno fa di sé stesso un’isola, dove il contatto è evitato, lo scambio è interrotto”.
La prossimità
L’ altra parola fondamentale dell’omelia è la “prossimità”. Una prossimità “che molti fra voi hanno scelto di esercitare” dice il pontefice, ringraziando i volontari, le associazioni, raccolte nel “Forum Lampedusa Solidale”, le istituzioni civili, la Guardia Costiera, i Sindaci e le amministrazioni che hanno affrontato in questi anni le necessità presentatesi. Insieme ad essi tutti i fedeli e i sacerdoti che si sono adoperati per dare aiuto concreto in queste circostanze drammatiche.
Il sistema economico mondiale
Ma c’è anche l’atteggiamento di disinteresse, di chi decide di non farsi prossimo, “di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”. Il Santo Padre allarga la sua riflessione verso il “disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivisione”. Una denuncia vera e propria al sistema.
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Foto: Vatican Media
No alla discriminazione religiosa
“È tempo di riconoscere e affermare – sottolinea il pontefice – che l’appartenenza religiosa non deve mai diventare motivo di discriminazione, quasi che la fede abbia confini e non sia invece chiamata universale alla salvezza. Dove c’erano muri di separazione, Cristo li ha abbattuti. Non c’è amore di Dio senza amore del prossimo, e non c’è prossimo se io non mi avvicino”.
Il ruolo dell’Europa
Il Pontefice allarga la sua riflessione alle politiche europee a riguardo: “Da questo estremo lembo d’Europa nel Mare Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. Anche per questo aspetto – come per quelli della transizione ecologica e della promozione della pace – l’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità”. Quindi la necessità da parte delle istituzioni europee di poter affrontare la crisi migratoria “in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, nello stesso tempo, lavorando per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare”.
Le conclusioni e la preghiera alla Vergine Maria di Porto Salvo
“Non lasciamoci vincere dalla paura, ma guardiamo alle fatiche quotidiane come a un tempo di opportunità e testimonianza. La vostra fede – dice agli abitanti dell’isola di Lampedusa – sia allora intensificata da questi anni di prova e di impegno E fa riferimento all’immagine della Vergine Maria di Porto Salvo presente sul palco-altare allestito nello stadio: “Torni questa venerata immagine a parlarvi con la forza di un tempo, quando chi ve ne ha trasmesso la devozione si affidava all’intercessione della Vergine con radicale sincerità. Abbiamo tutti in Dio un porto sicuro, e ogni comunità cristiana è chiamata a esserne un riflesso sulla terra”. E saluta il popolo di Lampedusa con un saluto proprio della terra: “O’scià!”.
Alla fine della Santa Messa prende la parola monsignor Alessandro Damiano, Arcivescovo Metropolita di Agrigento per ringraziare il Papa definendo la sua visita “un abbraccio di pace”, donando la speranza della “vita che sconfigge la morte”. “Grazie per l’atto di pietà che è venuto a compiere”. Dopo un abbraccio finale c’è lo scambio dei doni: l’arcivescovo offre una riproduzione della Porta d’Europa con un crocifisso ben visibile, e Leone dona un calice, a suggellare questa visita, tra gli applausi dei numerosissimi presenti.




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