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Il Papa ai detenuti di Bata : ” Dio non abbandona mai”

Il Papa ha rivolto un messaggio di perdono e dignità agli oltre 650 detenuti della città di Bata, assicurando che «la vita non si definisce solo dagli errori commessi».

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Foto: Vatican News

Redazione (23/04/2026 15:44, Gaudium Press) In una giornata all’insegna della vicinanza e del conforto, Papa Leone XIV ha visitato mercoledì il carcere di Bata, nella regione costiera della Guinea Equatoriale, dove ha incontrato più di 650 persone detenute in uno dei penitenziari più duri del Paese.

Il Pontefice è stato accolto in un clima carico di emozione. Al suo arrivo, ha ascoltato attentamente le testimonianze di tre detenuti, che hanno condiviso le loro storie piene di dolore, pentimento e desiderio di una nuova opportunità. Il Papa ha ringraziato per la franchezza delle loro parole, così come per l’accoglienza ricevuta da parte dei detenuti.

“Cari fratelli, Dio non si stanca mai di perdonare. Egli apre sempre una nuova porta a chi riconosce i propri errori e desidera cambiare. Non permettete che il passato vi rubi la speranza nel futuro. Ogni giorno può essere un nuovo inizio”, ha affermato il Papa nel suo intervento.

Il carcere di Bata, noto per le sue dure condizioni, si è trasformato per alcune ore in uno spazio di riflessione spirituale. In quel contesto, il Pontefice ha voluto trasmettere un messaggio chiaro sulla dignità umana, anche nelle circostanze più complesse.

Un messaggio di dignità, giustizia e speranza tra le mura del carcere

«Oggi sono qui per dirvi qualcosa di molto semplice: nessuno è escluso dall’amore di Dio. Ognuno di noi, con la propria storia, i propri errori e le proprie sofferenze, continua ad avere valore agli occhi del Signore», ha affermato.

Il Papa ha insistito sul fatto che il valore di una persona non scompare a causa delle sue colpe, ma rimane intatto agli occhi di Dio. «Possiamo dirlo con certezza, perché Gesù ce lo ha rivelato in ogni incontro, in ogni gesto e in ogni parola», ha aggiunto, richiamando il fondamento cristiano della misericordia.

Nel suo messaggio ha affrontato anche il tema della giustizia, proponendo una visione che va oltre la punizione. Nelle sue parole ha lanciato un appello a costruire percorsi che consentano il recupero integrale delle persone e della società.

«Una giustizia autentica non cerca tanto di punire, quanto soprattutto di aiutare a ricostruire la vita, sia delle vittime che dei colpevoli, così come delle comunità ferite dal male. Non c’è giustizia senza riconciliazione», ha detto il Pontefice.

L’incontro si è svolto in un clima di raccoglimento, dove molti dei presenti hanno seguito le parole del Papa con grande attenzione. Alcuni detenuti, secondo fonti locali, non sono riusciti a trattenere l’emozione di fronte a un messaggio che faceva direttamente appello alle loro realtà personali.

Infine, il Pontefice ha lasciato una riflessione in cui ha invitato i detenuti a non definirsi in base al loro passato, ma alla loro capacità di trasformazione: «La vita non si definisce solo dagli errori commessi, che generalmente sono il risultato di circostanze difficili e complesse; perché è sempre possibile rialzarsi, imparare e diventare una persona nuova».

La visita del Papa al carcere di Bata si inserisce nel suo viaggio pastorale in Africa, durante il quale ha posto un accento particolare sui più vulnerabili, sui malati, sui poveri e sulle persone private della libertà. Con questo gesto, rafforza il suo messaggio di una Chiesa che non esclude, che accompagna e che offre sempre una nuova opportunità.

Con informazioni da Religión en Libertad

 

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