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Il Papa ai giovani iracheni : siate la luce di Cristo nell’oscurità

Il Pontefice ha esortato i partecipanti a riporre fiducia nella bontà divina anche nei momenti difficili, “condividendo la luce di Cristo”.

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Redazione (09/07/2026 15:21, Gaudium Press) Ieri, mercoledì, 8 luglio, Papa Leone XIV ha inviato un videomessaggio alle migliaia di giovani che stanno partecipando a un raduno giovanile nella città di Ankawa, nel Kurdistan iracheno. Nel suo saluto il Pontefice ha espresso l’auspicio che questo incontro si svolga in un «clima di fede e di comunione», «affinché tutti possano crescere nell’amicizia con Gesù e tra di loro».

Il Pontefice ha precisato che i giovani fanno parte della missione della Chiesa «condividendo la luce di Cristo e conducendo uomini e donne alla comunione con Dio», poiché «i giovani non sono solo il futuro della Chiesa, ma anche il suo presente». Ha sottolineato di riporre grande fiducia in questa missione dei giovani, chiamati a «essere luce nel mondo» in un momento molto difficile, segnato dalla guerra e dall’instabilità.

Essere la luce di Cristo in mezzo a un’oscurità travolgente

«Voi dovete essere la luce di Cristo in mezzo a un’oscurità che, a volte, può sembrare travolgente. Non abbiate paura! E non pensate di essere soli in questo compito. Io sono con voi; la Chiesa è con voi. Riponete la vostra fiducia in Gesù; ascoltatelo nella preghiera e attraverso la guida degli altri, e lasciate che sia Lui a guidarvi», ha sottolineato. Successivamente, Leone XIV ha riflettuto su tre aspetti della luce che aiutano a guidare in questa missione insieme alla Chiesa.

In primo luogo, «la luce è necessaria per vedere, il che ci ricorda il dono della fede», per poter riconoscere le difficoltà della vita, del mondo, degli altri e di noi stessi attraverso gli occhi di Dio, «sapendo che Dio è con noi, anche se non possiamo vederlo». Anche il modo in cui si vive deve essere testimonianza di fede, «affinché gli altri possano vedere in voi la verità e il senso che anche loro desiderano, e possano così partecipare alla stessa luce».

La luce può essere simbolo di amore e speranza

Un’altra qualità della luce è quella di donare calore, «che simboleggia l’amore» e il rapporto vivo con Dio. Riguardo a questo secondo aspetto, il Papa ha sottolineato che «per essere luce per il mondo, dobbiamo innanzitutto partecipare alla luce stessa e alla vita di Cristo», aprendoci al suo amore trasformante. Il Pontefice ha esortato i giovani a dedicare quotidianamente del tempo alla preghiera e ad avvicinarsi a Dio attraverso i sacramenti.

Riflettendo poi sulla luce come «simbolo di speranza», Leone XIV ha spiegato che questa virtù «ispira a volgere lo sguardo al cielo» con la fiducia di condividere la pace che viene da Cristo. Al termine del messaggio, ha esortato i giovani a non dubitare mai della bontà divina e a non temere i piani del Signore per ciascuno di loro. «Siete chiamati in modo particolare ad essere artefici di pace», permettendo che la pace di Cristo regni nei vostri cuori» . (EPC)

 

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