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Il Papa , dopo Putin, parla con Zelensky

Il Pontefice ha sollecitato una tregua a Oleshky per consentire gli aiuti umanitari e l’evacuazione dei civili

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Foto: Vatican Media

Redazione (20/10/2026 11:30, Gaudium Press) Dopo aver avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin lo scorso 16 ottobre, mentre si trovava ancora ricoverato al Policlinico Gemelli, ieri Leone XIV ha parlato nel corso di una telefonata durata quindici minuti, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il Pontefice ha chiesto una tregua umanitaria per Oleshky, città assediata dai russi e la cui popolazione sta morendo di fame. La telefonata ha avuto luogo nel tardo pomeriggio di ieri, come riportato in un comunicato dall’Ufficio Stampa della Santa Sede.

Comunicato del Vaticano

Il comunicato della Santa Sede recita: «Durante la conversazione, il Santo Padre ha ricordato la grave situazione nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, e ha fatto riferimento alla richiesta di una tregua umanitaria già presentata al presidente della Federazione Russa. Il Santo Padre ha espresso la speranza che la cooperazione tra entrambe le parti consenta l’arrivo di generi alimentari e assistenza medica, nonché l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile». E «infine, ha ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace».

Tragedia umanitaria a Oleshky

Come iniziativa specifica nell’ambito delle sue molteplici azioni volte a raggiungere la pace su quel fronte, il Papa cerca soluzioni immediate per Oleshky, una città situata sulla riva sinistra del fiume Dnieper, nella regione di Kherson, devastata dalla guerra. Negli ultimi mesi, i suoi abitanti, circa 2.000 persone — tra cui una cinquantina di bambini, secondo fonti di Kiev —, hanno vissuto privati di acqua, elettricità, medicinali e ambulanze. Il ponte che la collegava a Kherson, fatto saltare in aria nel novembre 2022, è distrutto e blocca ogni via di fuga, mentre le strade che escono dalla città e nei villaggi circostanti sono minate. In sintesi, non vi è via di scampo se la situazione attuale dovesse protrarsi.

Le autorità ucraine accusano le forze russe di bloccare i corridoi umanitari, mentre Mosca attribuisce la responsabilità a Kiev.

Con informazioni tratte da Vatican News.

 

 

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