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Il Papa fa un invito ai legislatori affinchè risveglino le coscienze sull’aborto

Il Pontefice invita a rispettare il principio di sussidarietà e sprona i movimenti sociali e gli operatori sanitari ad ascoltare chi ha bisogno.

Rita Sberna (26.09.2020 08:00, Gaudium Press) Papa Francesco, in occasione della benedizione della campana chiamata “La voce dei Non nati” commissionata dalla Fondazione “Sì alla vita”, durante l’udienza generale del 23 settembre (giorno in cui ricorre la memoria di San Pio da Pietrelcina) presso il cortile di San Damaso, è tornato sulla questione dell’emergenza sanitaria e dell’aborto:

“Per uscire migliori da una crisi come quella attuale, che è una crisi sanitaria e al tempo stesso sociale, politica ed economica, ognuno di noi è chiamato ad assumersi la sua parte di responsabilità, cioè condividere le responsabilità”.

Il Papa ha ribadito che oggi vengono ascoltati più i potenti dei deboli.

Il principio di sussidarietà

“Lasciar parlare tutti: così funziona il principio di sussidiarietà”. Lo ha spiegato il Papa – “con le proprie risorse culturali, religiose, economiche o di partecipazione civica, rivitalizzano e rafforzano il corpo sociale, cioè c’è una collaborazione dall’alto in basso, dallo Stato al popolo, e dal popolo in alto, e questo è proprio l’esercizio del principio di sussidiarietà”. “Per uscire migliori da una crisi, il principio di sussidiarietà dev’essere attuato, rispettando l’autonomia e la capacità di iniziativa di tutti, specialmente degli ultimi”.

“Soprattutto in tempi di cambiamento, quando i singoli individui, le famiglie, le piccole associazioni o le comunità locali non sono in grado di raggiungere gli obiettivi primari, allora è giusto che intervengano i livelli più alti del corpo sociale, come lo Stato, per fornire le risorse necessarie ad andare avanti”, ha spiegato Papa Francesco: “Ad esempio, a causa del lockdown per il coronavirus, molte persone, famiglie e attività economiche si sono trovate e ancora si trovano in grave difficoltà. Perciò le istituzioni pubbliche cercano di aiutare con appropriati interventi, sociali, economici, di salute”. Dall’altro lato, però, “i vertici della società devono rispettare e promuovere i livelli intermedi o minori. Infatti, il contributo degli individui, delle famiglie, delle associazioni, delle imprese, di tutti i corpi intermedi e anche delle Chiese è decisivo”.

“Oggi, questa mancanza di rispetto del principio di sussidiarietà si è diffusa come un virus. Pensiamo alle grandi misure di aiuti finanziari attuate dagli Stati. Si ascoltano di più le grandi compagnie finanziarie – ha sottolineato il Papa – anziché la gente o coloro che muovono l’economia reale. Si ascoltano di più le compagnie multinazionali che i movimenti sociali. Parlando in ‘dialetto’ quotidiano, si ascoltano più i potenti che i deboli e questo non è il cammino umano, non è il cammino che ci ha insegnato Gesù“.

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