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Il Papa “La gioia della Chiesa è evangelizzare”

L’udienza del santo Padre questa mattina si è svolta in Aula Paolo VI, la meditazione del Pontefice è stata incentrata nel suo recente viaggio apostolico a Malta che ha riassunto soffermandosi su tre aspetti. L’udienza si è poi conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Malta terra di san Paolo e di “accoglienza”

Rita Sberna (06.04.2022 10:06, Gaudium Press) Il Pontefice ha subito iniziato la sua catechesi parlando di Malta e specificando che in quella terra vi è stato san Paolo che fece naufragio vicine le sue coste per portare il Vangelo “Non molti sanno che Malta, pur essendo un’isola in mezzo al Mediterraneo, ha ricevuto prestissimo il Vangelo, perché l’Apostolo Paolo fece naufragio vicino alle sue coste e prodigiosamente si salvò con tutti quelli che stavano sulla nave, più di duecentosettanta persone. Racconta il libro degli Atti degli Apostoli che i maltesi li accolsero tutti «con rara umanità» (28,2). Ho scelto proprio queste parole: con rara umanità, come motto del mio Viaggio, perché indicano la strada da seguire non solo per affrontare il fenomeno dei migranti, ma più in generale perché il mondo diventi più fraterno, più vivibile, e si salvi da un “naufragio” che minaccia tutti noi, che stiamo – come abbiamo imparato – sulla stessa barca”.

Malta luogo chiave per le “migrazioni”

Il Pontefice ha nuovamente affrontato la questione delle “migrazioni” prendendo come esempio Malta “Malta è un luogo-chiave per quanto riguarda il fenomeno delle migrazioni. Nel Centro di accoglienza Giovanni XXIII ho incontrato numerosi migranti, che sono approdati sull’Isola dopo viaggi terribili. Non bisogna stancarsi di ascoltare le loro testimonianze, perché solo così si esce dalla visione distorta che spesso circola nei mass-media e si possono riconoscere i volti, le storie, le ferite, i sogni e le speranze. Ogni migrante è unico, è una persona con la sua dignità, le sue radici, la sua cultura. Ognuno di essi è portatore di una ricchezza infinitamente più grande dei problemi che pure può comportare la sua accoglienza.”

Malta è un “laboratorio di pace”

Francesco è rimasto colpito dalla pace che dona quel luogo e dalla predisposizione dei maltesi nell’accogliere chi viene da lontano “Perché il fenomeno migratorio non può essere ridotto a un’emergenza, è un segno dei nostri tempi. Come tale va letto e interpretato. Può diventare un segno di conflitto, oppure un segno di pace. Dipende da noi. Chi a Malta ha dato vita al Centro Giovanni XXIII ha fatto la scelta cristiana e per questo lo ha chiamato “Peace Lab”: laboratorio di pace. Ma io vorrei dire che Malta nel suo insieme è un laboratorio di pace!”.

Anche a Malta è tempo di nuova evangelizzazione

“Malta è un luogo-chiave anche dal punto di vista dell’evangelizzazione. Da Malta e da Gozo, le due Diocesi del Paese, sono partiti tanti sacerdoti e religiosi, ma anche fedeli laici, che hanno portato in tutto il mondo la testimonianza cristiana. Come se il passaggio di San Paolo avesse lasciato la missione nel DNA dei maltesi!” – afferma Francesco.

Continua il Pontefice – “Tuttavia, anche lì soffia il vento del secolarismo e della pseudocultura globalizzata a base di consumismo, neocapitalismo e relativismo. Anche lì, perciò, è tempo di nuova evangelizzazione.”

La gioia della Chiesa è evangelizzare

Poi Francesco ha raccontato il momento di preghiera che si è svolto al Santuario mariano nazionale di Ta’ Pinu, nell’isola di Gozo spendendo parole profonde per la Madre di Dio “Lì ho sentito battere il cuore del popolo maltese, che ha tanta fiducia nella sua Santa Madre. Maria ci riporta sempre all’essenziale, a Cristo crocifisso e risorto per noi, al suo amore misericordioso. Maria ci aiuta a ravvivare la fiamma della fede attingendo dal fuoco dello Spirito Santo, che anima di generazione in generazione il gioioso annuncio del Vangelo, perché la gioia della Chiesa è evangelizzare!”.

Alla fine dell’udienza, Papa Francesco, ha ringraziato il Presidente della Repubblica di Malta e le altre Autorità civili, che lo hanno accolto con tanta gentilezza; come pure i Vescovi e tutti i membri della comunità ecclesiale, i volontari e quanti lo hanno accompagnato con la preghiera.

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