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Il Papa: la scienza e la fede contro lo sfruttamento delle persone e del pianeta

Oggi udienza ai membri della Vatican Observatory Foundation, gli astronomi del Papa.

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Foto: Vatican Media

Redazione (11/05/2026 15:35, Gaudium Press) Con il motu proprio, Ut Mysticam, del 14 marzo 1891, Papa Leone XIII autorizzava la fondazione della Specola Vaticana, affidandola ai gesuiti perché potessero proseguire negli studi astronomici.

Oggi 11 maggio, Leone XIV ha ricevuto in udienza i membri della Vatican Observatory Foundation, l’organizzazione americana no profit con sede a Tucson in Arizona, che sostiene e promuove la ricerca e le altre attività della Specola Vaticana, attraverso un lavoro avanzatissimo degli astronomi coinvolti.

Nel ringraziare per il “generoso sostegno” dell’organizzazione americana, il Santo Padre ha voluto ricordare, a partire dall’azione di Leone XIII, che gli studi astronomici e scientifici in generale sono sempre stati caldeggiati dalla Chiesa affinché «tutti potessero vedere chiaramente che la Chiesa e i suoi Pastori non si oppongono alla scienza vera e solida, sia essa umana o divina, ma che la accolgono, la incoraggiano e la promuovono con la più piena devozione possibile».

All’epoca, ha ricordato il Pontefice, c’era in alcuni la convinzione dannosa che scienza e religione fossero in contrasto tra loro, oggi invece scienza e religione “affrontano una minaccia diversa e forse più insidiosa: coloro che negano l’esistenza stessa della verità oggettiva”.

A queste insidie, sottolinea, bisogna rispondere con una grande cura e custodia del pianeta e impedire lo “sfruttamento sconsiderato sia delle persone che del mondo naturale”.

Favorire una scienza rigorosa e onesta

Oggi quindi la posizione della Chiesa è quella di favorire “una scienza rigorosa e onesta” e gli studi astronomici in particolare danno la possibilità di contemplare il cielo, le stelle, il sole e la luna “un dono concesso a ogni essere umano, indipendentemente dalla condizione sociale o dalle circostanze”.

Attenzione però, perché è un dono messo in pericolo “Parafrasando Papa Benedetto, abbiamo riempito i nostri cieli di luce artificiale che ci rende ciechi alle luci che Dio vi ha posto” ricorda Leone XIV.

Laboratori estivi e dimensione teologica

Il Pontefice aggiunge altre parole di ringraziamento perché, grazie al sostegno della Fondazione americana, è possibile offrire a studenti di tutto il mondo e operatori delle scuole e delle parrocchie cattoliche, la possibilità di partecipare in loco a laboratori e corsi estivi e prendere parte così alla scoperta delle bellezze del Creato, in una dimensione pur sempre teologica.

Dio si rivela attraverso la Creazione, sottolinea Leone, e non sorprende “che le persone di fede profonda si sentano spinte a esplorare le origini e i meccanismi dell’Universo. Il desiderio di comprendere la creazione in modo più completo non è altro che un riflesso di quel desiderio inquieto di Dio che giace nel cuore di ogni anima umana”.

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