Il Papa modifica la Costituzione del Vicariato romano
Viene confermato il ruolo del cardinale vicario, mentre il coordinamento degli uffici e della struttura amministrativa viene affidato alla figura del “Moderator curiae”.

Vicariato di Roma – Foto Wikipedia
Redazione (30/06/2026 17:50, Gaudium Press) A tre anni dalla riforma del Vicariato di Roma voluta da Papa Francesco, Leone XIV interviene con il Motu Proprio Confirma Fratres Tuos per aggiornare la Costituzione Apostolica In Ecclesiarum Communione.
Nel documento, il Pontefice evoca la missione che Cristo affidò a Pietro —«Conforta i tuoi fratelli» (Lc 22,32)— e ricorda il ruolo particolare della Chiesa di Roma, chiamata a rendere visibile la comunione ecclesiale che scaturisce dal ministero petrino. In questa prospettiva, sottolinea il Santo Padre, anche le strutture ecclesiastiche devono essere costantemente orientate verso la missione e al servizio del Popolo di Dio.
Questo intervento nasce proprio da tale esigenza. Dopo l’entrata in vigore dell’In Ecclesiarum Communione nel gennaio 2023, l’esperienza pastorale e amministrativa del Vicariato ha fatto emergere alcuni aspetti che richiedevano una revisione. Per questo motivo, lo scorso 25 febbraio, il Santo Padre ha voluto istituire un gruppo di lavoro specifico, incaricato di esaminare la normativa vigente e di proporre possibili aggiornamenti.
Tra le novità più significative figura una formulazione più esplicita del principio di corresponsabilità dei fedeli, chiamati a partecipare, secondo la propria vocazione e i propri carismi, alla vita e alla missione della comunità ecclesiale.
Le modifiche riguardano soprattutto il governo del Vicariato. La nuova Costituzione semplifica e rende più chiara la ripartizione delle competenze tra i diversi organismi. Viene confermato il ruolo del Cardinale Vicario come guida del Vicariato e giudice ordinario della diocesi, mentre il coordinamento degli uffici e della struttura amministrativa è affidato alla figura del Moderator curiae, nominato dal Santo Padre per un mandato di cinque anni. Inoltre, vengono precisate alcune disposizioni relative al vicegerente e ai vescovi ausiliari, nonché le procedure per la nomina dei parroci e dei vicari parrocchiali.
Un altro capitolo riguarda gli organismi di partecipazione e consultazione. Il Consiglio Episcopale viene ridefinito come organo consultivo permanente, incaricato di affiancare il Cardinale Vicario nelle principali questioni pastorali e amministrative. Vengono inoltre semplificate le norme relative agli altri organismi diocesani.
Viene invece sostanzialmente confermata la struttura degli Uffici e dei Servizi già introdotta nel 2023. Lo stesso vale per i Tribunali del Vicariato, il cui funzionamento non subisce modifiche. Viene invece ridefinita la normativa della Commissione Indipendente di Vigilanza: la Costituzione ne conferma la funzione di organo di controllo interno, ma rimanda a un regolamento specifico per l’indicazione dettagliata delle sue competenze e delle modalità operative.
Con informazioni tratte da Vatican News




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