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Il Redentore a Guadagnolo

Guadagnolo, 1218 metri di altezza e il Redentore collocato nel monte.

 

Rita Sberna (23.08.2022 14:27, Gaudium Press) Nel 1900 vi fu il Giubileo e le autorità ecclesiastiche per salutare l’alba del XX secolo decisero di consacrare i monti d’Italia al “Re dei re” con la costruzione in cima del Redentore.

Questa idea di chiudere il XIX secolo e di aprire il XX secolo con il Cristo Redentore era di Leone XIII.

All’inizio le opere dovevano essere diciannove ma poi vi fu una richiesta per la ventesima da parte del conte Ludovico Pecci, nipote del papa.

Tra le varie vette interessate vi è quella del monte Guadagnolo, monte alto 1218 metri che domina la catena appenninica laziale, vicino all’antico santuario della Mentorella e proprio per tale vicinanza ospita centinaia di pellegrini.

Per la vetta del monte Guadagnolo si scelse una statua del Redentore realizzata dallo scultore Raffaele Zaccagnini, all’inizio si prevedeva di realizzarla in bronzo ma aveva un costo elevato ed alla fine è stata realizzata in pietra calcarea locale.

La costruzione del Redentore

La costruzione avvenne il 30 settembre 1901, alla presenza del Comitato romano, di molti pellegrini, il vescovo di allora, mons Monti (vescovo di Tivoli). I lavori terminarono a maggio 1903 e l’inaugurazione avvenne il 13 settembre dello stesso anno.

La statua del redentore è alta oltre cinque metri, mentre l’intero monumento ne riserva oltre ventitrè.

La statua rappresenta il Redentore, la posizione sembra che da una parte protegge la città eterna ovvero Roma, mentre con la sinistra regge la Croce.

Il monumento del Redentore di Guadagnolo è stato inaugurato il 13 settembre 1903, per l’occasione a Guadagnolo andarono molti pellegrini, prelati, religiosi, il card. Vannutelli, i gruppi parrocchiali, le associazioni.

Le cronache di allora raccontano che ci furono seimila pellegrini che a piedi o con l’asino giunsero alla vetta del monte di Guadagnolo : “…verso le nove di mattina era già tale la ressa dei pellegrini, che la spianata innanzi la porta di Guadagnolo, le strette vie dell’interno, la grande spianata del monumento ne rigurgitavano assolutamente : la circolazione erasi resa difficilissima…” 

Intorno al 1921 e 1936 il monumento del Redentore venne danneggiato dai fulmini, e l’opera a causa dei costi elevati non fu mai restaurata.

La diocesi di Tivoli nel 1975 decise di abbattere i rimanenti ruderi, e successivamente il 29 giugno 1976, fu inaugurato il nuovo monumento un’opera di bronzo dell’artista Elverio Veroli

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