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Il Santo Padre nel messaggio agli anziani e ai nonni: “Gesù dice ‘Mai ti dimenticherò”‘

Nel suo testo, Leone XIV mette in guardia dal «velo dell’oblio» che affligge gli anziani, esorta i giovani a fare visita ai propri familiari e ribadisce il ruolo della Chiesa come madre accogliente.

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Redazione (16/06/2026 20:02, Gaudium Press) Ieri, lunedì 15, l’Ufficio Stampa della Santa Sede ha diffuso il messaggio di Papa Leone XIV in occasione della VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che si celebrerà il 26 luglio. Nel messaggio, che riprende il motto «Non ti dimenticherò mai» (Isaia 49, 15), il Pontefice esprime il desiderio che queste parole del profeta Isaia «assumano la forma di un incontro tenero e affettuoso». Rivolge inoltre un invito agli anziani affinché si uniscano a lui «in una preghiera incessante affinché la pace giunga presto in tutto il mondo».

La risposta divina al senso di solitudine

Il Santo Padre esordisce affermando che «per bocca del profeta Isaia, il Signore promette che non dimenticherà mai nessuno di noi. Ci assicura che porta i nostri volti impressi sui palmi delle sue mani e che il suo amore è più grande di quello di una madre per il proprio figlio». Spiega che «il profeta ci permette di intravedere un dialogo intimo e intenso, in cui Dio si rivolge a ciascuno e al proprio popolo, dando del “tu” a tutti». Possiamo leggere queste parole, piene «di consolazione e fiducia», come se siano rivolte a ciascuno di noi.

«Quante volte nella Sacra Scrittura, in particolare nei Salmi, la preghiera nasce dal senso di abbandono di chi ha l’impressione che la propria vita non interessi a nessuno e sia trascurata! La dolorosa sensazione di essere dimenticati è, purtroppo, comune a molte persone e, tra queste, non poche sono anziane», ha deplorato il Papa. Ricordare che il Signore non si dimenticherà di noi è «la risposta a un sentimento angosciante che agita il cuore».

Il pericolo dell’anonimato e il «velo dell’oblio»

Leone XIV assicura che «l’amore di Dio non dimentica nessuno», al contrario, «si offre come atto di giustizia e risposta all’anonimato in cui, troppo spesso, la vita umana finisce per perdersi». Spiega che quel velo dell’oblio può stendersi sull’esistenza di molti anziani e che ciò «accade nelle case dove regna la solitudine, e anche in quelle case di riposo dove l’unicità di ogni persona rischia di essere ridotta al numero del proprio letto o alla propria patologia».

Vedendo nella celebrazione della Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani un’occasione per riscoprire che la Chiesa è chiamata ad essere madre di tutti e che è sempre possibile, a qualsiasi età, riconoscersi figli e figlie di Dio, il Pontefice auspica che «questa Giornata sia uno stimolo per tutti, in particolare per i più giovani, a riprendere la bella usanza di andare a trovare i propri nonni, gli anziani della famiglia e anche coloro che non ricevono alcuna visita. Portate loro, con questo messaggio e con la vostra presenza, la vicinanza e l’affetto del Papa».

Un invito alla vicinanza fisica nell’era digitale

Successivamente, citando un brano della sua Lettera Enciclica «Magnifica humanitas», il Santo Padre chiede ai fedeli che le parole del profeta Isaia assumano la forma di un incontro tenero e affettuoso. «Immersi in un’epoca che tende ad accelerare e a frammentare, la carne umana continua a chiedere di essere curata e riconosciuta da mani capaci di tenerezza, da menti attente e da parole benevole. La cultura digitale moltiplica le connessioni e offre nuove possibilità di incontro; tuttavia, il cuore umano conserva un bisogno insopprimibile di vicinanza», scrive il Pontefice.

Il Papa assicura che «la Chiesa conosce la sofferenza dei suoi figli più anziani, sa bene che troppo spesso essi vengono guardati con pregiudizi e considerati un peso; è consapevole che un’economia incentrata sul profitto indebolisce i legami familiari; sa che molti anziani vengono abbandonati dai propri figli costretti a emigrare o, in alcuni casi, a combattere in guerra. Per tutte queste ragioni, si rallegra nell’annunciare la promessa del Signore: «Non ti dimenticherò mai!»».

La vecchiaia come opportunità di rinnovamento spirituale

«Per molti, la scoperta della tenerezza di Dio nel corso della vita avviene proprio nella sua ultima fase», afferma Leone XIV, spiegando che, a differenza di quanto accadeva in passato, oggi «è possibile arrivare alla vecchiaia senza aver avuto una vera esperienza di fede. In questo caso, l’età avanzata, a partire dalle domande che in questa fase della vita si pongono con maggiore urgenza, può diventare il momento opportuno per iniziare o riprendere la vita spirituale». Il Papa afferma che «a Dio, che si fa vicino e che impariamo a riconoscere nella sua tenerezza, possiamo allora rivolgerci con fiducia filiale nella preghiera. Non è mai troppo tardi per cominciare a rivolgerci a Lui».

Infine, Leone XIV sottolinea che un uomo e una donna possono rinascere nella vecchiaia e riconoscere che la salvezza sta nella conversione e che la forza sta nella fiducia in Dio. «In questo tempo, segnato così duramente dalla violenza bellica e sociale, molti si chiedono come sarà il mondo in cui cresceranno i propri nipoti. Vi esorto, carissimi, a unirvi a me in una preghiera incessante affinché la pace giunga presto in tutto il mondo», ha esortato, promettendo di ricambiare di cuore ed esprimendo il suo desiderio «che il Signore ci rinnovi sempre nella Fede, nella Speranza e nella Carità, Lui che non si dimentica mai di noi». (EPC)

 

 

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