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La corte vaticana ha acconsentito alle richieste di difesa del cardinale Becciu e di altri imputati

Ma ha anche permesso all’accusa qualcosa come di re-istruire il processo.

 

Rita Sberna (28.10.2021 11:28, Gaudium Press) Cosa è successo nel processo che si sta seguendo in Vaticano al cardinale Angelo Becciu e ad altre nove persone, accusate di reati legati a transazioni immobiliari a Londra?

Come si ricorderà, la difesa dell’imputato aveva lamentato una mancanza di garanzie procedurali, come non avere pieno accesso agli interrogatori di chi li accusa, in particolare 4 interviste a Mons. Alberto Perlasca, ex funzionario della Segreteria di Stato State, che ha lavorato a stretto contatto con il cardinale Becciu.

Ebbene oggi il Tribunale vaticano, ratificandosi in una decisione già annunciata, conferma che l’accusa deve consegnare alla difesa le prove mancanti. E la Corte chiede anche all’accusa di chiarire la posizione di mons. Perlasca nel processo, e se è accusato di qualche reato.

In altre parole, i giudici vaticani si sono allineati con le pretese della difesa in materia, stabilendo ora che le immagini degli interrogatori del vescovo Perlasca e altre prove forensi devono essere consegnate alla difesa dell’imputato entro il prossimo 3 novembre, sebbene la difesa gli avvocati possono richiederli da oggi. La prossima udienza si terrà il 17 novembre.

Il “diritto di difesa” è stato riconosciuto. L’avvocato del cardinale Becciu, Fabio Viglione, si è detto soddisfatto della decisione della Corte, in quanto vi sono stati “evidenti errori commessi dall’ufficio del promotore (pubblico ministero), che incidono direttamente sull’efficacia del diritto di difesa”.

“Ci è stato riconosciuto il diritto di accesso agli atti e ai documenti necessari per l’esercizio del diritto di difesa”, ha affermato l’avvocato.

“Andiamo avanti fiduciosi dell’assoluta innocenza del cardinale Becciu e della sua fedeltà alla Chiesa e al Santo Padre”. Ma ci sono state anche concessioni della Corte ai pubblici ministeri, come l’accoglimento della loro richiesta di raccogliere nuovamente prove, comprese le dichiarazioni di alcuni degli stessi indagati, che saranno interrogati.

 

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