La festa di Ognissanti
Oggi rendiamo omaggio alle persone che sono giunte in cielo, sia conosciute che sconosciute.

Redazione (01/11/2026 16:47, Gaudium Press) In questa giornata si commemorano tutti i milioni di persone che sono giunte in cielo, anche se a noi sconosciute. È santo chiunque sia giunto in cielo; alcuni sono stati canonizzati e per questo vengono proposti dalla Chiesa come esempi di vita cristiana.
Ma che cos’è la cosiddetta «comunione dei santi»?
È possibile essere un grande missionario senza uscire mai dal convento? Santa Teresa del Bambino Gesù è stata onorata dai Papi come patrona delle Missioni, eppure non è mai uscita dal Carmelo, il che sembra una contraddizione. Tuttavia, se comprendiamo cosa sia la comunione dei santi, vedremo che questo titolo fu, in verità, un giusto riconoscimento.
Questa santa affermava nella sua autobiografia di desiderare di essere al tempo stesso apostola, martire, crociata, sacerdote, catechista, religiosa di clausura, di aiutare i malati… voleva essere tutto per il bene delle anime. Questo desiderio di fare del bene a tutti non poteva svilupparsi in modo naturale, ma doveva realizzarsi per vie soprannaturali. In un determinato momento della sua vita, istruita sulla dottrina della comunione dei santi, comprese che il suo ruolo nella Chiesa sarebbe stato quello del «cuore», che influenza tutte le membra attraverso il flusso sanguigno dell’amore di Dio.
«Credo nella comunione dei santi»; è ciò che recitiamo ogni domenica durante la Messa o all’inizio della recita del rosario. La comunione dei santi è un dogma di fede che risale al primo secolo del cristianesimo. Essa ci permette, ad esempio, di offrire aiuto spirituale ai cristiani che si trovano in altri paesi, a migliaia di chilometri di distanza. La dottrina spiega che i membri della Chiesa, in ogni parte della terra, pur conoscendosi poco o per nulla, soprattutto a distanza, sono uniti da un legame spirituale che supera le distanze e persino i tempi. Grazie alla comunione dei santi, siamo uniti in modo tale che le nostre azioni e intenzioni possono influire sulla fedeltà o sull’infedeltà dei nostri fratelli nella fede nel presente, nel passato e nel futuro.
Grazie alla comunione dei santi, un atto di virtù, di abnegazione o di generosità può diventare un aiuto per un giovane che si sta avventurando sulle vie del peccato, così come un atto peccaminoso può avere conseguenze sui membri e, in un certo senso, sul corpo mistico.

La comunione dei santi trascende la nostra realtà terrena
La comunione dei santi non si applica solo ai cristiani di questa terra, membri della Chiesa Militante, poiché fanno parte della Chiesa anche tutti coloro che sono già salvati in paradiso, coloro che costituiscono la Chiesa Trionfante. Grazie alla comunione dei santi, è esplicito l’aiuto che possiamo ricevere da coloro che sono già morti e sono stati salvati, e che godono della gloria divina. Essi possono intercedere per noi, poiché proprio come una persona che ama Gesù e Maria desidera elargire benefici materiali e spirituali ai propri fratelli nella fede, così anche quelle anime che si trovano in Cielo desiderano aiutare le persone sulla terra; esse attendono con ansia che noi invochiamo la loro intercessione, per poter così continuare, dal Cielo, ad aiutare coloro che pellegrinano sulla terra.
Per questo motivo, la Chiesa crede e professa questo legame con il Cielo nella devozione e nell’intercessione dei santi. Così, anche noi nutriamo la speranza che, una volta salvati, potremo aiutare i nostri parenti e amici sui sentieri del bene e della verità. La radice della comunione dei santi risiede nel fatto che la virtù della carità «è benevola e disinteressata» (cfr. 1 Cor 13, 4-5). Già i primi cristiani disponevano di tutti i beni spirituali e materiali, di «tutto in comune» (At 4,32). La comunione dei santi presenta anche un aspetto materiale, per cui i cristiani devono essere disposti ad aiutare il prossimo attraverso i propri beni materiali, mettendoli al servizio dei più bisognosi.
Inoltre, la comunione dei santi si estende a coloro che soffrono il calore delle fiamme benedette del Purgatorio, poiché queste anime attendono di essere purificate dalle loro colpe e di entrare nella vita eterna con Dio e la Santissima Maria. Attraverso la comunione dei santi possiamo aiutarle a purificarsi più rapidamente e a unirsi così ai santi del Cielo.
Qual è il mezzo migliore per aiutare le anime attraverso la comunione dei santi?
La comunione dei santi è il mezzo più potente di apostolato. Per quanto possiamo sentire di non possedere i doni necessari per fare del bene alle anime dei nostri prossimi, se viviamo una vita santa e di fervente amore verso Dio, possiamo offrire un prezioso aiuto ai cristiani di tutto il mondo, poiché attraverso la pratica della virtù si conservano lo stato di grazia e l’osservanza dei comandamenti divini.
La pratica della virtù ci allontana dal peccato, impedendo che diventiamo motivo di sottrazione della grazia divina alla Chiesa Universale, o a un determinato gruppo di fedeli, a un Paese, a una città, a un quartiere, ecc. Al contrario, la pratica della virtù fa sì che diventiamo veri e propri «parafulmini» della grazia di Dio, apportando così beneficio all’intera Chiesa Universale.
Nel contempo, esiste anche un modo attivo per aiutare i nostri fratelli nella fede: la ricezione dei sacramenti, in particolare dell’Eucaristia. Infatti, la comunione dei santi non è solo l’unione tra i santi, ma anche la comunione delle cose sante. In latino, «communio sanctorum» ha questo duplice significato: «comunione dei santi» o «delle cose sante». Per questo motivo la Liturgia, avvalendosi di questo gioco di parole latine, insegna: «Sancta Sanctis», ovvero «le cose sante ai santi».
In questo modo possiamo rivolgere una preghiera a Dio per le anime più tentate nel mondo, per i cristiani perseguitati a causa della loro fede, affinché diventino più santi e fedeli alla vocazione alla quale Dio li ha chiamati; offrendo inoltre le nostre suppliche per il clero e il Papa.
È gradito a Dio anche offrire un sacrificio, una sofferenza fisica o morale che ci capiti di sopportare, oppure una rinuncia volontaria a qualche piacere legittimo, come mangiare qualcosa di delizioso o riposarsi più a lungo. Tuttavia, esiste anche un atto più gradito e più sublime: ricevere la Sacra Ostia. Offrire in modo esplicito e fervido le intenzioni della comunione eucaristica per i cristiani nel mondo e per le anime del Purgatorio ci permette di avvalerci attivamente di questo mezzo di carità fraterna. La preghiera e i meriti da noi acquisiti nell’Eucaristia possono andare a beneficio del mondo intero, grazie al «fondo comune» costituito da tutti i meriti dei santi, della Santissima Vergine e della Passione di Cristo sulla Croce. Questo fondo comune, che attira le grazie di Dio, va a beneficio di tutte le anime della terra e del Purgatorio.
Qual è il fondamento biblico della fede nella comunione dei santi?
Questo dogma di fede, che il cattolico recita nel Credo, si fonda su uno dei brani più belli di San Paolo, in cui l’Apostolo paragona la Chiesa al corpo umano: «Come il corpo è un tutto pur avendo molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, formano un solo corpo, così è anche Cristo. […] Il corpo non è costituito da un solo membro, ma da molti. Se il piede dicesse: «Io non sono la mano; perciò non appartengo al corpo», smetterebbe forse di appartenere al corpo? […] Ci sono dunque molti membri, ma un solo corpo. L’occhio non può dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi, al contrario, le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie […] Se una membra soffre, tutte le membra soffrono con essa; e se una membra è glorificata, tutte le altre se ne rallegrano. Ora, voi siete il corpo di Cristo e ciascuno, da parte sua, è una delle sue membra» (1 Cor 12, 12-27).
Fin dagli albori della Chiesa i cristiani interpretano questo passo di San Paolo nel senso della comunione dei santi. Per questo i Padri insegnano che «la Chiesa è la comunione di tutti i santi», del Cielo, della terra e del Purgatorio, di ogni angolo del pianeta, di tutte le lingue e di tutti i popoli.
La comunione dei santi costituisce la Chiesa Cattolica Universale. Chi vive profondamente radicato in questo articolo di fede può compiere meraviglie nell’ordine della grazia, convertire popoli, soccorrere i santi e i cristiani perseguitati… La fede nella comunione dei santi pone nelle mani del cattolico il vero «timone della storia».
Di Marcos Eduardo Melo dos Santos





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