La meditazione come mezzo per riconoscere i propri difetti
In questo brano di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori scopriamo perché la pratica della preghiera mentale e della meditazione è così preziosa.

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Redazione (02/07/2026 15:31, Gaudium Press) L’anima che non medita non ha luce.
Le verità eterne sono realtà spirituali che non si vedono con gli occhi del corpo, ma solo con gli occhi dell’anima, vale a dire con il pensiero e la riflessione. Chi non medita non vede queste verità e, per questo, non vede nemmeno l’importanza della salvezza eterna, né i mezzi che deve impiegare per raggiungerla.
La causa della perdita di tante anime è la trascuratezza nel meditare sul grande compito della salvezza e su ciò che dobbiamo mettere in pratica per salvarci: «La desolazione regna su tutta la terra, perché nessuno medita nel proprio cuore» (Ger 12,11). Al contrario, chi medita sulle verità della fede non peccherà: «Ricordate i vostri fini ultimi, e non peccherete mai» (Ecclesiaste 7,40).
È nella preghiera mentale che il Signore ci parla e ci illumina affinché troviamo la via della salvezza.
Chi non medita non conosce le proprie mancanze e, di conseguenza, non riflette su di esse, dice San Bernardo, né vede i pericoli per la propria salvezza, per cui non pensa nemmeno a proteggersi da essi. Ma chi si dedica alla meditazione vede immediatamente le proprie mancanze e i pericoli di perdersi e, vedendoli, si preoccupa di porvi rimedio.
SAN ALFONSO MARIA DA LIGORIO. Il religioso santificato. Rio de Janeiro: Vozes, 1959, p. 125.





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