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“La pace ha bisogno della verità e della speranza” dice Leone XIV

Nel nuovo libro sono raccolti gli interventi di Prevost dall’inizio del suo pontificato

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Foto: Vatican media

Redazione (21/07/2026 16:43, Gaudium Press) E’ stato pubblicato il nuovo libro del Papa, “Disarmata e disarmante. La pace è un dono”, edito dalla Libreria Editrice Vaticana.  Curato da Alessandro Banfi, il volume raccoglie i numerosi interventi di Papa Prevost sul tema della pace, dal giorno della sua elezione, l’8 maggio 2025, e sono introdotti da un suo testo inedito.

L’appello per la pace

L’appello del Santo Padre è forte e il disarmo- sostiene il Papa- è l’unica strada per il futuro dell’umanità.

“ La pace è il grande desiderio che agita molti cuori, ma è anche spesso minacciata, calpestata, irrisa. Oggi ben 103 Stati sono coinvolti in qualche maniera in una guerra sulla Terra (1). Le armi rimbombano e uccidono in Ucraina, in Medio Oriente, in Sudan, in Myanmar, nello Yemen, in Congo e in tante altre situazioni” afferma il Santo Padre nel testo introduttivo.

Ma la guerra- sottolinea- non nasce solo dalle decisioni dei potenti, ma anche da noi:

“Non possiamo chiedere la pace ai potenti del mondo se non cominciamo a viverla noi, a partire dai nostri rapporti quotidiani: nelle nostre famiglie, nelle nostre case, nelle nostre città, nei luoghi dove lavoriamo. La pace si costruisce con piccoli gesti quotidiani: un sorriso regalato, un’ingiuria perdonata, una parola buona”.

Anche chi fa la guerra, dice di agire in nome della pace, ma nell’era dell’atomica –dice il Santo Padre- la verità deve farsi strada. Non sono le armi atomiche che generano la pace ma il disarmo.

Il Papa cita Bob Dylan, il cantautore americano Premio Nobel per la letteratura nel 2016, che aveva detto dell’atomica “Ti odio perché l’uomo ti ha fatto, l’uomo ti possiede, l’uomo ti maneggia”.

Un esempio virtuoso

Ricorda anche nel suo scritto l’esempio virtuoso dell’ufficiale sovietico Stanislav Petrov che “contribuì a evitare una possibile guerra atomica globale: era il 26 settembre 1983. I radar del bunker vicino a Mosca, dove Petrov era di guardia, segnalarono il lancio di diversi missili balistici intercontinentali dagli Stati Uniti diretti verso l’Unione Sovietica. Si trattava però di un errore del sistema satellitare sovietico di localizzazione. Petrov, contravvenendo agli ordini, decise di non segnalare il presunto attacco: una scelta compiuta con la coscienza di chi sapeva che quel semplice gesto avrebbe potuto causare milioni di morti”.

La pace viene da Cristo

Ma la ricerca della pace ha bisogno della speranza che ci viene da Cristo- conclude il Santo Padre- “Perché l’essenza dell’insegnamento di Cristo è questo: la carità, l’amore, il dare la vita per gli altri sconfiggono la morte, l’isolamento, la violenza: «Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10)”.

 

 

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