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La storia del 25 dicembre e la tradizione della messa di mezzanotte

La messa di Natale di mezzanotte un rito che ha origini antichissime.

Rita Sberna (24.12.2021 14:09, Gaudium Press) La tradizione della messa di mezzanotte dura da almeno 1500 anni, le tre Messe del giorno di Natale “notte-aurora-giorno” corrispondono alla triplice nascita di Cristo, come scrive San Tommaso D’Aquino nella “Summa Teologica”: la sua nascita eterna e divina, illustrata dalla Messa di Mezzanotte, e la sua nascita spirituale e corporale celebrata dalle due altre messe.

Dal sito ecodibegamo.it apprendiamo queste interessanti informazioni: A partire dall’Alto Medioevo, senza conoscerne precisamente l’origine, appare la pratica di una celebrazione notturna nella notte tra il 24/25 dicembre che viene fatta propria dal Papa e dal popolo romano e prende il nome di “Messa di Mezzanotte”. Simbolicamente la celebrazione di Dio fatto uomo comincia così illustrando la vittoria del giorno sulla notte, della vita sulla morte. Nel nostro caso è Lui il vero Sole che viene in questo mondo per sconfiggere le tenebre. Recita la Sacra Scrittura: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in una terra caliginosa di ombre di morte risplendette una luce” (Isaia, 9, 1).

Alla fine del millennio, questa prima messa notturna, viene accoppiata da altre due celebrazioni, l’una il mattino molto presto, detta “Messa dell’Aurora”, l’altra, più tardi detta “Messa del Giorno”. Non avendo carattere obbligatorio, la celebrazione notturna della natività, non ha potuto conoscere la stessa frequentazione di quella del giorno, principalmente nella storia per ragioni pratiche. Infatti per molto tempo le strade buie ed il clima freddo incoraggiavano ben poco i fedeli a spostarsi nel corso della notte, soprattutto nelle campagne.

Il 25 dicembre è Natale

Sempre sul sito ecodibergamo.it scrivono che nei primi due secoli – quando ancora la Chiesa non aveva libertà completa di culto e quindi le celebrazioni non potevano essere organizzate liberamente – la data non era ancora la stessa per tutti i luoghi: in Oriente alcuni celebravano il Natale il 20 maggio, altri il 20 aprile o il 17 novembre. In Occidente in alcune zone si celebrava il 28 marzo; mentre in altre regioni già si era scelto il giorno del 25 dicembre.

Nel IV secolo in Occidente si pervenne ad una concordanza su quest’ultima data, fissando in tal modo l’attenzione sulla realtà umana di Cristo che, come dice il Credo, oltre ad essere vero Dio è anche vero uomo e dunque celebra il giorno del suo compleanno.

Nel 336 d.C. è stata scritta la “Depositio Martyrum”, un primo tentativo di calendario liturgico, nel quale si dice espressamente che a Roma la festa del Natale veniva celebrata il 25 dicembre. La stessa notizia si riscontra nel Cronografo dell’anno 354d.C.: “Die Octavo ante Kalendas Ianuarias natus Christus in Betleem Iudeae”, cioè il 25 dicembre.

Ma perché proprio il 25 dicembre?

Per quanto riguarda la scelta di questo giorno, ci sono almeno due ipotesi.

Una prima la fa risalire all’uso di cristianizzare la festa pagana del Sol Invictus che l’Impero romano festeggiava nel giorno dedicato al solstizio d’inverno, in cui la divinità Mitra, vincitrice delle tenebre, veniva celebrata nel suo grandioso tempio che l’imperatore Aureliano nel 274 a.C. aveva fatto edificare e la cui inaugurazione avvenne proprio il 25 dicembre. Il solstizio d’inverno pone fine al giorno più corto, di minor luce, ed indica l’inizio del periodo di maggior luminosità con l’allungarsi delle giornate, e quindi di maggior vitalità e gioiosità. Come abbiamo già detto, Cristo, nuova luce, apre la strada ad una nuova vita.

Una seconda ipotesi invece indaga nei calendari della comunità essena di Qumrân partendo dal servizio al tempio del sacerdote Zaccaria, padre di Giovanni il Battista. L’evangelista ci dice che Zaccaria era sacerdote della classe di Abijah e il calendario aggiunge che esercitava le sue funzioni nel tempio quando l’angelo Gabriele gli annunciò la nascita, sebbene in tarda età, del figlio (Luca, 1, 5-13). Secondo il calendario qumranico solare, i turni per il servizio nel tempio della famiglia di Abijah capitavano due volte all’anno (dall’ 8 al 14 del 3° mese e dal 24 al 30 dell’8° mese).

A sua volta Luca posiziona l’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria nel sesto mese successivo al concepimento di Giovanni (Luca, 1, 26) la cui nascita, secondo la tradizione orientale, viene fatta risalire al 24 giugno il che concorda con la data del servizio di Zaccaria al tempio nel secondo turno citato. Le liturgie orientali e occidentali concordano, sulla base di queste ricerche, nel determinare la data dell’annuncio a Maria da parte dell’angelo Gabriele con il 31 del mese di Adar, corrispondente al nostro 25 marzo. Di riflesso la data della nascita doveva essere posta 9 mesi dopo, appunto il 25 dicembre.

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