Gaudium news > La via di Babele o la via della Pentecoste

La via di Babele o la via della Pentecoste

Come il cuore sostiene dall’interno la vita del corpo, così anche lo Spirito Santo vivifica, unisce e muove, con una forza nascosta, la Chiesa.

download

Redazione (24/05/2026 15:58, Gaudium Press) Nella sua autobiografia, Santa Teresina del Bambino Gesù racconta che, trovandosi in una certa perplessità nel cercare la pace interiore, decise di sfogliare le epistole paoline. Per caso, le caddero sotto gli occhi i capitoli dodici e tredici della Prima Lettera ai Corinzi e, più in particolare, uno dei brani ripresi dalla seconda lettura di oggi: «Come il corpo è uno, pur avendo molte membra, e come tutte le membra del corpo, pur essendo molte, formano un solo corpo, così anche Cristo» (1 Cor 12, 12). Concluse che «non può mancare il membro necessario e il più nobile», e per questo «la Chiesa ha un cuore e questo cuore è infiammato d’amore». Infine, esultante di gioia, esclamò: «Ho trovato il mio posto nella Chiesa. […] Nel cuore della Chiesa, […] io sarò l’amore».

Così come il cuore sostiene interiormente la vita del corpo, così anche lo Spirito Santo vivifica, unisce e muove, con un influsso nascosto, la Chiesa. In questo senso, si potrebbero ben applicare alla Santa di Lisieux le parole di Nostro Signore pronunciate a Betania: Teresina «ha scelto la parte migliore, e questa non le sarà tolta» (Lc 10, 42).

Nella Messa della Veglia di Pentecoste ci viene presentato uno dei più grandi peccati narrati nella Genesi: l’arroganza della Torre di Babele. Gli uomini portarono l’orgoglio a un tale estremo da voler eguagliare Dio, pretendendo di raggiungere i cieli. Come punizione, il Signore confuse le lingue, provocando la dispersione su tutta la terra (cfr. Gn 11, 4-8).

Al contrario, la prima lettura della Messa del giorno narra la discesa del Paraclito sugli Apostoli in lingue di fuoco. Subito dopo, essi «cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi» (At 2, 4), ma tutti li ascoltavano annunciare le meraviglie di Dio nelle loro stesse lingue (cfr. At 2, 11).

Nonostante la diversità delle lingue, tutti si capivano, poiché parlavano un linguaggio universale… il linguaggio dello Spirito Santo! Per questo l’Apostolo insegna che nella Chiesa «vi è diversità di doni, ma lo Spirito è uno solo. Vi è diversità di ministeri, ma il Signore è uno solo» (1 Cor 12, 4-5).

La Liturgia della Solennità di Pentecoste ci indica, quindi, due gruppi di persone con atteggiamenti interiori opposti: i costruttori della Torre di Babele, orgogliosi, sicuri di sé e, di conseguenza, incapaci di chiedere perdono; e i discepoli che, avendo riconosciuto con umiltà le proprie lacune e miserie, hanno ricevuto lo Spirito Santo e sono diventati capaci di concedere il perdono (cfr. Gv 20, 22-23).

L’umanità odierna, confusa nella mente e corrotta nel cuore, come ai tempi della superbia di Babele, ha bisogno di implorare un grande perdono.

Più che mai, la faccia della terra si trova contaminata, arida e oscura a causa della “torre” dei peccati. Ha quindi bisogno di essere lavata, irrigata e illuminata dallo Spirito Consolatore.

Dobbiamo, dunque, fare una scelta: o optiamo per la via di Babele, o per la via della Pentecoste. Non c’è una terza opzione. Imploriamo la Santissima Maria, Sposa del Divino Spirito Santo, affinché ci conceda un cuore mite e umile, simile al Cuore di Gesù, e ci aiuti a scegliere la parte migliore!

Di P. Marcelo Javier Pérez Wheelock, EP

Rivista Arautos do Evangelho, maggio 2026.

lascia il tuo commento

Notizie correlate