L’Argentina aderisce al Consenso di Ginevra contro l’aborto
L’Argentina aderisce al Consenso di Ginevra a difesa della vita, il giorno dopo che gli Stati Uniti hanno assunto la presidenza della coalizione, che ora conta già 42 paesi e dalla quale Colombia e Brasile si erano ritirati.
Redazione (14/08/2026 16:00, Gaudium Press) Giovedì 13 agosto il governo argentino ha ufficializzato la sua adesione al Consenso di Ginevra che riguarda la promozione della salute delle donne e il rafforzamento della famiglia, la dichiarazione internazionale a difesa della vita e della famiglia naturale, promossa nel 2020 da Stati Uniti, Brasile, Egitto, Ungheria, Indonesia e Uganda. Con l’adesione dell’Argentina, la coalizione conta ormai 42 paesi firmatari.
L’adesione è arrivata appena un giorno dopo che gli Stati Uniti hanno assunto formalmente la segreteria a rotazione del Consenso, subentrando all’Ungheria. Il segretario di Stato, Marco Rubio, e il segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr., hanno annunciato il 12 agosto che Washington assume la guida operativa dell’iniziativa, in quella che hanno descritto come un’operazione «a livello di tutto il governo».
Un impegno politico
Il Consenso di Ginevra è un impegno politico non vincolante: non ha autorità legislativa né esecutiva sui governi partecipanti, ma funge da piattaforma di coordinamento diplomatico nei forum multilaterali. Il suo principio fondamentale è che l’aborto non costituisce un diritto internazionale e che la sua regolamentazione rientra nella sovranità di ogni Stato. La dichiarazione era stata firmata il 22 ottobre 2020 a Washington (non a Ginevra, come suggerisce il nome, dato che la pandemia aveva impedito la riunione prevista durante l’Assemblea mondiale della sanità).
Trattandosi di un impegno politico, non di un vero e proprio trattato, l’adesione dell’Argentina non ha alcun effetto abrogativo sulla legislazione nazionale: la legge sull’aborto approvata in Argentina il 24 gennaio 2021, che permette di interrompere la gravidanza fino alla 14ª settimana, rimane pienamente in vigore. Resta però la dichiarazione di principio.

FotoX: Pablo Quirno
La volontà del Presidente e dell’Esecutivo argentino
Il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, ha annunciato l’adesione sui social. «Ci uniamo a questa coalizione per apportare leadership, capacità diplomatica e proiezione regionale a un’agenda fondata sulla dignità umana e sulla sovranità delle nazioni», definendo la dichiarazione un testo che «riafferma la tutela della vita umana e della famiglia come elemento naturale e fondamentale della società».
Inoltre il ministro ha sottolineato che questa firma è conseguente alla linea politica del Presidente Javier Milei, fondata su «la vita, la libertà, la proprietà privata e lo Stato di diritto». Come ha spiegato il ministro, questa adesione «conferma la rotta tracciata» dal capo dell’Esecutivo argentino.
L’Argentina aderisce al Consenso di Ginevra in difesa della vita il giorno dopo che gli Stati Uniti hanno assunto la segreteria della coalizione, che riunisce ormai 42 paesi e dalla quale Colombia e Brasile si sono ritirati.
Una coalizione variabile
La storia del Consenso di Ginevra riflette la frattura ideologica che attraversa la politica occidentale e, in particolare, quella latinoamericana. Gli Stati Uniti, promotori originari sotto la prima amministrazione Trump, si erano ritirati nel gennaio 2021, appena nove giorni dopo l’insediamento di Joe Biden. La seconda amministrazione Trump ha annunciato il proprio rientro il 24 gennaio 2025, nelle prime cento ore del mandato.
La Colombia aveva abbandonato la dichiarazione nell’agosto 2022, sotto il governo di Gustavo Petro, e il Brasile aveva revocato la propria adesione nel gennaio 2023 dopo l’insediamento di Lula da Silva alla presidenza. Così, mentre due dei grandi Paesi del continente sudamericano si sono ritirati, l’Argentina rappresenta ora un nuovo punto di riferimento latinoamericano della coalizione pro-vita.
La risposta statunitense
L’ambasciatore degli Stati Uniti in Argentina, Peter Lamelas, ha definito l’adesione un «passo importante» e ha espresso la speranza che «altre nazioni dell’emisfero si uniscano» a un’iniziativa che, secondo quanto ha indicato, riunisce già «più di 40 paesi». Il numero esatto prima dell’adesione dell’Argentina era di 41 firmatari, con una presenza prevalente di paesi africani.
Con informazioni da Infocatolica





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