Gaudium news > L’Assunzione di Maria Santissima al Cielo

L’Assunzione di Maria Santissima al Cielo

Ricordando semplicemente che moriremo, saremo sepolti e aspetteremo nella speranza di risorgere gloriosamente, acquisendo un corpo spiritualizzato, anticipiamo quel momento di straordinaria bellezza in cui trionferemo, come la Vergine Maria nel giorno dell’Assunzione.

WhatsApp Image 2026 08 13 at 06.01.27

Redazione (15/08/2026 10:38, Gaudium Press) Gli ultimi anni della vita terrena della Vergine Maria furono caratterizzati dalla pace e da un’intensa comunione con il soprannaturale. Riceveva ogni giorno la visita del suo Divino Figlio e del suo castissimo sposo, San Giuseppe, accompagnati da numerosi angeli. Venivano per starle accanto e per lenire l’immensa nostalgia causata dalla separazione.

Con ogni nuovo viaggio, con ogni nuova visita, la Vergine intensificava la sua estasi per Loro, fino al punto in cui era impossibile che aumentasse ulteriormente, perché il suo Cuore traboccava d’amore. Come il fuoco che non si spegne mai, il suo Cuore ardeva tuttavia del desiderio di diffondere amore ancora di più. In quel momento culminante, Nostro Signore comunicò alla Madre che era giunta l’ora di lasciare questa terra e intraprendere il viaggio verso il Regno dei Cieli. Le chiese se preferiva partire senza passare per la morte o seguire la via di tutti gli uomini, quella che Lui stesso aveva percorso.

Per Maria la domanda non si poneva nemmeno: se Gesù aveva scelto la morte per se stesso come avrebbe potuto lei scegliere un’altra via? Senza la minima esitazione, scelse l’imitazione più perfetta del suo Divino Figlio: voleva il cammino della morte! Compiaciuto dal suo atteggiamento, Nostro Signore le disse che la sua volontà sarebbe stata rispettata. Tuttavia, Egli le concesse una morte indolore, perché non le avrebbe permesso di soffrire più di quanto avesse già patito nel corso della sua vita, specialmente durante la Passione, che, sopportata con estremo coraggio, le aveva valso i titoli di Regina dei Martiri e Corredentrice dell’umanità.

Contemplate la meraviglia di una creatura umana che, di pienezza in pienezza, di perfezione in perfezione, aveva raggiunto il limite estremo di ogni misura, tanto che quasi non c’era più differenza tra la sua comprensione dell’universo e la visione stessa di Dio. Cosa le mancava?

In un’estasi d’amore, si addormenta nel Signore!

Il suo Cuore si espanse talmente per amore che il suo corpo non poté resistere… Un’estasi la condusse all’eternità e si addormentò nel Signore, con il suo Divino Figlio e San Giuseppe al suo fianco. Una moltitudine di angeli cantò e si percepirono grazie sovrabbondanti.

Il passaggio dallo stato di sofferenza allo stato glorioso non significò per Maria Immacolata una frattura devastante nel suo essere, come accade agli uomini comuni. Fin dalla sua nascita, ebbe una comunione costante e intensa con gli spiriti angelici, e ancora più profonda fu la sua comunione con suo Figlio, il Verbo Incarnato, che non cessò mai, nemmeno dopo l’Ascensione. Con il passare degli anni, nuovi universi di grazie e doni risplendevano nella sua anima, poiché la sua conoscenza e il suo amore verso Dio, sebbene sempre colmi, erano capaci di crescere. A un certo punto, la fede lasciò il posto alla visione, e lei ascese al Cielo piena di virtù e gloria; in sintesi, piena della Santissima Trinità.

Assunzione: Ascesa al Cielo per il Potere della Grazia

Per questo è essenziale correggere una certa rappresentazione visiva offerta da alcune opere d’arte, anche di carattere devozionale, in cui Maria appare avvolta in una nuvola, elevata al Cielo da piccoli angeli, spesso raffigurati come se facessero fatica a portarla.

In verità, poiché la sua anima era nella visione beatifica, il suo corpo risorto godeva già di agilità, una delle qualità di questo stato. Si muoveva con straordinaria facilità, con la velocità del pensiero, potendo ascendere al Cielo da sola. Gli angeli l’hanno accompagnata? Sì, ma per venerazione, senza bisogno di trasportarla, poiché possedeva più gloria di tutti loro messi insieme.

Perché l’Assunzione di Nostra Signora?

Un’altra ragione della rilevanza di questo magnifico evento è la restituzione a Dio di tutti i benefici concessi all’umanità. Poiché la Seconda Persona della Santissima Trinità discese dal Cielo per incarnarsi, portando nel mondo la divinità umanizzata, sarebbe stato opportuno che una persona umana facesse un’offerta armoniosamente opposta e portasse in Cielo il meglio della santità, il più bello, eccellente e straordinario che potesse esistere sulla Terra: l’umanità divinizzata. Questa missione era riservata a Maria.

D’altra parte, Ella era stata il tabernacolo del Figlio di Dio durante i nove mesi in cui concepì la santissima umanità di Cristo. Era comprensibile che, avendola accolta come tabernacolo sulla Terra, Egli la accogliesse anche nel suo Santuario Celeste.

Questa Solennità dell’Assunzione ci apre grandi porte e una via luminosa e fiorita verso la salvezza eterna. Di fronte alla promessa della nostra risurrezione, che ci dona il mistero dell’Assunzione della Santissima Maria, dobbiamo considerarci gli uni gli altri alla luce di questo ideale, come se fossimo già risorti, poiché, al di là delle afflizioni e delle prove di questa vita, risplende la speranza della glorificazione verso la quale ci incamminiamo.

Con il semplice ricordo che moriremo, saremo sepolti e aspetteremo fino a quando non saremo gloriosamente risuscitati, fino a quando non acquisiremo un corpo spiritualizzato, anticipiamo già quel momento di straordinaria bellezza in cui trionferemo, come la Madonna il giorno dell’Assunzione.

Come celebrare la festa della Madonna dell’Assunzione

Viviamo alla ricerca dei beni del cielo e che i nostri pensieri seguano il cammino della Vergine Maria. Lei è entrata in Cielo con il corpo e l’anima ed è stata esaltata; noi, in questo tempo, poiché non possiamo entrarvi fisicamente, facciamolo almeno con il desiderio. Rivolgiamoci al trono di Maria Assunta al Cielo, e così riceveremo grazia dopo grazia per rimanere sempre su questo cammino che ci condurrà alla felice ed eterna risurrezione, quando riavremo i nostri corpi in uno stato glorioso.

Di Monsignor João Scognamiglio Clá Dias, EP

(Testo tratto, con adattamenti, dal libro «Santa Maria! Il Paradiso di Dio rivelato agli uomini*», vol. 2.)

 

 

 

lascia il tuo commento

Notizie correlate