Leone XIV all’Angelus : riscopriamo il volto di Cristo
La domanda di Gesù rimane aperta: «E voi, chi dite che io sia?». Ciascuno di noi è chiamato a rispondere a questa domanda, non una sola volta, ma ogni giorno.

Foto: Vatican Media
Redazione (23/08/2026 16:49, Gaudium Press) Durante l’Angelus di questa domenica, 23 agosto, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli riuniti in Piazza San Pietro a confrontarsi con una domanda essenziale per la vita di fede: «Per me, chi è veramente Gesù? E qual è il significato della sua presenza nella mia vita?» La riflessione è partita dal Vangelo di San Matteo (Mt 16, 13-20), proposto per la XXI domenica del Tempo Ordinario, in cui Cristo interroga i discepoli sulla propria identità.
Il racconto evangelico – dice il Pontefice- mostra quanto questa domanda sia determinante per l’esperienza del discepolato. Sebbene i Dodici avessero già condiviso gran parte della vita e del ministero del Maestro, «Gesù non ha voluto dare per scontato che Lo conoscessero veramente e che avessero compreso il mistero del Regno di Dio». Dopo aver ascoltato le opinioni della gente, Gesù si rivolge direttamente a loro: «E voi, chi dite che io sia?» (Mt 16, 15).
Leone XIV pone in evidenza come questo momento costituisca «un passo fondamentale per i discepoli di tutti i tempi, per ciascuno di noi». La fede, ha sottolineato, «non ci viene data una volta per tutte». Al contrario, «dobbiamo costantemente riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo, approfondire il suo messaggio e rinnovare le scelte della nostra vita, affinché siano coerenti con ciò che professiamo, vincendo la tentazione di pensare di sapere già tutto e di trasformare la fede in un’abitudine».
Una domanda che rimane viva
La domanda rivolta agli apostoli rimane valida per ogni cristiano. Il Papa ha ricordato che il cuore della fede è una dinamica che deve essere costantemente rinnovata, riaffermando l’adesione a Cristo, Colui che introduce nell’amore del Padre e trasforma l’esistenza. Nella vita quotidiana, è possibile verificare se il Signore Gesù sia solo «una grande figura della storia che ha detto e fatto cose importanti, oppure se sia il Cristo di Dio, Colui che è stato mandato per introdurci nell’amore del Padre e trasformare la nostra vita e il mondo in cui viviamo».
Leone XIV ha richiamato l’attenzione sul rischio di chiuderci nelle nostre convinzioni e certezze religiose. «Impariamo a non chiuderci nelle nostre convinzioni e certezze religiose, per rimanere aperti a un rapporto autentico con Cristo». Spesso, ha osservato, ci accontentiamo di «ciò che “si dice”, dei luoghi comuni, di ciò che ci è stato tramandato, magari anche con buone intenzioni». Gesù invece chiama a una risposta personale: conoscerLo da vicino, lasciarsi trasformare dall’amicizia con Lui, in un incontro sempre nuovo «che può richiederci di percorrere strade inedite e di fare scelte diverse da quelle che immaginavamo».
Questo atteggiamento vale tanto per il cammino personale quanto per la vita della Chiesa e per le scelte pastorali. «A volte pensiamo che basti continuare a fare come abbiamo sempre fatto». Per questo è importante chiedersi spesso: «Per me, chi è il Signore? Lo conosco davvero? Cosa mi chiede oggi il suo Vangelo? Quali passi e quali scelte dovrei compiere?».
Al termine della meditazione, il Papa ha invocato la Vergine Maria, «che nel suo cuore cercava la volontà di Dio attraverso suo Figlio», affinché guidi sempre i fedeli nel cammino della fede.
Dopo la preghiera dell’Angelus il Santo Padre ha ricordato le vittime dell’ebola che sta devastando il Congo, le vittime del crollo della miniera di oro nella Repubblica Centrafricana. Infine ha ricordato le centinaia di vittime del devastante terremoto che dieci anni fa colpì alcune zone dell’Italia centrale e ha incoraggiato gli sforzi per la ricostruzione, ancora in atto.



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