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Leone XIV in Place de la Concorde: dissetarci alla fonte, al Cuore di Cristo

Dinanzi alle 700.000 persone presenti, il Papa ha invitato a placare la sete di vita nel Cuore di Cristo, come hanno fatto molti santi in Francia.

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Foto: Vatican Media

Redazione (27/09/2026 09:48, Gaudium Press) Oltre 700.000 persone, superando le previsioni iniziali di 600.000, hanno accompagnato ieri nel pomeriggio il Papa alla Messa celebrata in Place de la Concorde e sull’Avenue des Champs-Élysées. Dopo l’Eucaristia, l’arcivescovo di Parigi ha ringraziato il Pontefice per la sua visita nella capitale francese, dopodiché il Papa si è recato all’aeroporto di Parigi-Orly per dirigersi a Lourdes.

Nella sua omelia in Place de la Concorde, il Pontefice ha ricordato che «qui sulla terra nulla riesce a soddisfarci pienamente. Quando crediamo di aver finalmente portato a termine il nostro lavoro e che i nostri sforzi siano stati ricompensati, molto spesso riemerge il vuoto interiore, ancora più profondo. Allora, per colmarlo, può capitare che cerchiamo nuovi piaceri, che desideriamo possedere cose nuove, che facciamo di tutto per ‘divertirci’ per non sentire quel malessere interiore».

«Tutti aneliamo alla felicità, all’amore e alla pienezza», ha detto Leone XIV, ma «in quale fonte cerchiamo di placare la nostra sete?»: «Ci accontentiamo dei beni materiali, delle soddisfazioni immediate, di quei piccoli idoli così numerosi che promettono la luna e le stelle, ma lasciano vuoto il nostro cuore?»

L’amore di Cristo colma il vuoto interiore

Al contrario, «attraverso il battesimo, abbiamo ricevuto l’acqua viva di cui parla il Vangelo, ma abbiamo davvero incontrato Cristo personalmente? L’essere umano è, per sua essenza, un essere di desiderio e solo Dio può colmare quel vuoto interiore. Sì, fratelli e sorelle: Gesù Cristo, il Buon Pastore, ci conduce, come il pastore guida le sue pecore, verso la fonte della felicità e della pace. Egli conosce ciascuno e ciascuna di noi per nome. Nessuno dei nostri segreti, delle nostre intenzioni, delle nostre debolezze gli sfugge. Egli scruta le profondità del nostro cuore. Ha dato la sua vita per noi e continua a donarla attraverso i sacramenti. Porta sulle spalle le pecore stanche o ferite e riporta con delicatezza quelle che si sono smarrite. Gesù rivela l’amore incondizionato di Dio per noi. Per Lui, nessuno di noi è un numero su un documento d’identità, né un numero di serie, ma una persona, una persona unica e insostituibile», ha sottolineato il Pontefice.

 

Foto: Vatican Media

La Francia è erede «di una lunga e bella storia di santità», ha detto il Papa, riferendosi certamente allo spettacolo del giorno precedente allo Stade de France. Alla luce di questa tradizione, «anche voi dissetatevi a questa fonte, che è il Cuore trafitto di Gesù», ha sottolineato.

«Chi crede in me, beva; […] “dalle sue viscere sgorgheranno fiumi di acqua viva”» (Gv 7,37.38). Dissetandoci alla fonte che è il Cuore di Cristo, diventiamo noi stessi, come scrisse Origene, pozzi, sorgenti e fiumi per gli altri (cfr. Omelia 12, 1, 2-3). Infatti, il credente che ne beve diventa a sua volta fonte di vita grazie al suo legame esistenziale con Cristo e trasmette quella stessa vita al prossimo», ha aggiunto.

Il Pontefice ha ricordato l’esempio di santi come San Martino di Tours, San Francesco di Sales e San Vincenzo de’ Paoli, persone che «si sono dissetate di questa acqua viva nel corso dei secoli».

Infine, il Papa ha invitato a rivolgere «il nostro sguardo alla Madre di Dio, Fonte di Salvezza, colei che guida le nostre vite verso suo Figlio, autore di ogni grazia. Con il suo “sì” libero e fiducioso, ella è diventata l’umile ricettacolo voluto da Dio, nel quale l’amore del Padre si è incarnato per donarsi al mondo».

 

 

 

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