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Leone XIV: la preghiera per abitare la realtà davanti a Dio

Il Papa riprende l’Udienza Generale del mercoledì, con la catechesi sulla Costituzione Sacrosantum Concilium.

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Foto: Vatican Media

Redazione (05/08/2026 15:44, Gaudium Press) Dopo la pausa del mese di luglio, Papa Leone XIV ha ripreso oggi, 5 agosto 2026, l’Udienza Generale, incontrando nella Basilica di San Pietro pellegrini provenienti dall’Italia e da altri Paesi.  Circa cinquemila fedeli hanno partecipato all’Udienza, che si è svolta all’interno della Basilica, a causa del grande caldo di questi giorni a Roma.

La catechesi, inserita nel ciclo dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II, si è concentrata sulla Costituzione Sacrosanctum Concilium e, in particolare, sulla dimensione ecclesiale della preghiera liturgica.

Lo Spirito Santo insegna a pregare

Riprendendo la Lettera di San Paolo agli Efesini, il Pontefice ha ricordato che «è lo Spirito Santo che ci insegna a pregare». La preghiera cristiana, dunque, non nasce soltanto dallo sforzo individuale, ma dall’azione dello Spirito che, dalla Pentecoste, abita la Chiesa e ne anima la vita. Per questo la comunità cristiana, fin dalle origini, si riunisce per ascoltare la Parola, celebrare l’Eucaristia e rendere grazie a Dio.

Leone XIV ha poi richiamato una difficoltà molto attuale. In una società segnata dall’efficienza, dal consumo e dalla fiducia quasi assoluta nella tecnica, pregare può apparire inutile o essere scambiato per una «forma di evasione». Anche in molte famiglie cristiane, ha osservato, si è indebolita la trasmissione della preghiera, mentre cresce il rischio di ridurla a una pratica psicologica finalizzata soltanto al benessere personale. La preghiera, invece, è una «dimensione fondamentale della nostra umanità» e deve essere riscoperta nella sua verità. Non serve a fuggire dalla realtà, ma ad abitarla alla presenza di Dio.

La preghiera designa la liturgia

Il Pontefice, riferendosi alla Costituzione Sacrosantum Concilium ricorda che la preghiera designa tutta la liturgia e « la liturgia diventa così il luogo dell’incontro: è Dio che prende l’iniziativa, si avvicina all’uomo nel Figlio e rende possibile la risposta della comunità». Da qui nasce anche la partecipazione attiva dei fedeli, indicata dal Concilio come elemento centrale della riforma liturgica.

La Liturgia delle Ore

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla Liturgia delle Ore, la preghiera pubblica quotidiana della Chiesa, strettamente unita all’Eucaristia. Il Papa ha invitato a farla entrare maggiormente nella vita dei battezzati, delle parrocchie e delle comunità, presentandola come una vera scuola per quanti desiderano imparare a pregare. Insieme all’Eucaristia, essa costituisce «il respiro della vita della Chiesa». La liturgia delle Ore accompagna infatti le diverse fasi della giornata: il mattino vissuto nella gratitudine, le fatiche affidate a Dio, il tramonto illuminato dai Vespri e la notte consegnata alla sua pace. In questo modo, anche il tempo ordinario diventa spazio di comunione con Cristo.

La conclusione della catechesi ha assunto il tono di un invito alla fiducia: «Ogni Ora è un atto di speranza». Pregando con tutta la Chiesa, il credente non si chiude in sé stesso, ma impara a vegliare, a sostenere il cammino degli altri e ad attendere il ritorno del Signore. Anche nel periodo estivo, ha aggiunto Leone XIV, il riposo e il tempo libero possono diventare occasioni per coltivare la vita interiore e dedicare più spazio all’incontro con Dio.

 

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