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L’unità è un dono che viene dall’alto, un cammino da percorrere in armonia con la diversità dei carismi

Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco riceve in Udienza una Delegazione di giovani sacerdoti e monaci di Chiese Ortodosse orientali.

 

Rita Sberna (03.06.2022 14:18, Gaudium Press) Il Papa ha salutato dando il benvenuto alle Delegazioni di giovani sacerdoti e monaci di Chiese Ortodosse orientali, con il saluto di san Paolo: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi!» (2 Cor 13,13).

Il Pontefice esprimendo la gioia di poterli ricevere a ridosso della festa di Pentecoste, ha dato loro alcuni spunti di riflessione:

L’unità, un fuoco ed un dono che viene dall’alto

“Il primo pensiero è che l’unità è un dono, un fuoco che viene dall’Alto. Certo, senza stancarci dobbiamo pregare, lavorare, dialogare, prepararci affinché questa straordinaria grazia possa essere accolta. Tuttavia, il raggiungimento dell’unità non è primariamente un frutto della terra, ma del Cielo; non è anzitutto il risultato del nostro impegno, dei nostri sforzi e dei nostri accordi, ma dell’azione dello Spirito Santo, al quale occorre aprire i cuori con fiducia perché ci conduca sulle vie della piena comunione. L’unità è una grazia, un dono”.

L’unità è armonia nelle diversità dei carismi

Continua Francesco – “Un secondo insegnamento della Pentecoste è che l’unità è armonia. La vostra delegazione, composta da Chiese di tradizioni diverse in comunione di fede e di sacramenti, illustra bene questa realtà. L’unità non è uniformità e non è nemmeno il frutto di compromessi o di fragili equilibri diplomatici. L’unità è armonia nella diversità dei carismi suscitati dallo Spirito. Perché lo Spirito Santo ama suscitare sia la molteplicità sia l’unità, come a Pentecoste, dove le diverse lingue non sono state ridotte a una sola, ma sono state assimilate nella loro pluralità. L’armonia è la via dello Spirito, perché Egli stesso, come dice San Basilio il Grande, è armonia.”

L’unità è un cammino

Ancora un terzo spunto e riflessione che Papa Francesco dice: “Un terzo insegnamento del giorno di Pentecoste è che l’unità è un cammino. Non è un progetto da scrivere, un piano studiato a tavolino; non si fa nell’immobilismo, ma nel movimento, nel dinamismo nuovo che lo Spirito, a partire dalla Pentecoste, imprime ai discepoli. Si fa cammin facendo: cresce nella condivisione, passo dopo passo, nella comune disponibilità ad accogliere le gioie e le fatiche del viaggio, nelle sorprese che nascono lungo il percorso.”

L’unità è per la missione non è fine a se stessa

Ed ancora il Pontefice quasi a conclusione aggiunge: “l’unità è per la missione. Come ha pregato Gesù: «Tutti siano una sola cosa … perché il mondo creda» (Gv 17,21). A Pentecoste la Chiesa nasce missionaria. E oggi ancora il mondo attende, anche inconsapevolmente, di conoscere il Vangelo di carità, libertà e pace che noi siamo chiamati a testimoniare gli uni insieme agli altri, non gli uni contro gli altri o gli uni lontano dagli altri. Al riguardo, sono grato per la testimonianza comune offerta dalle vostre Chiese, penso in modo speciale a quanti – e sono tanti – hanno sigillato con il sangue la fede in Cristo. Grazie per tutti i semi di amore e di speranza sparsi, in nome del Crocifisso Risorto, in varie regioni ancora segnate, purtroppo, dalla violenza e da conflitti troppo spesso dimenticati.”

Ed in conclusione Francesco dice: “Cari fratelli, la croce di Cristo sia la bussola che ci orienta nel cammino verso la piena unità. Perché è su quel legno che Cristo, nostra pace, ci ha riconciliati, radunando tutti in un popolo solo (cfr Ef 2,14).”

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