Medjugorje: reso noto documento vaticano sulle apparizioni di Maria
Un documento inedito rivela per la prima volta i voti di una piccola commissione vaticana sul fenomeno di Medjugorje e sulle apparizioni mariane.

Foto: Wikipedia
Redazione (11/08/2026 12:04, Gaudium Press) Il tema di Medjugorje, che in questi giorni è stato al centro dell’attenzione a causa dell’atto vandalico compiuto da un aggressore ai danni delle statue mariane e della chiesa del santuario, torna alla ribalta grazie a un’informazione ottenuta dal vaticanista David Murgia.
Nel 2016, 33 membri dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede si erano pronunciati sulla natura soprannaturale delle apparizioni.
Ma la storia della valutazione delle apparizioni della Vergine, iniziate nel 1981 in Bosnia-Erzegovina, risale a molti anni prima.
Nel 2010 Benedetto XVI istituì una Commissione Internazionale guidata dal cardinale Camillo Ruini, recentemente scomparso, per approfondire il fenomeno. I lavori svolti dalla commissione dimostrarono che, per giungere a conclusioni valide, era opportuno suddividere il fenomeno in due periodi: una fase iniziale relativa alle prime sette apparizioni, tra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, e il periodo successivo. Per il primo periodo delle sette apparizioni, la commissione espresse un giudizio ampiamente favorevole, con 13 voti a favore del riconoscimento dell’origine soprannaturale, uno contrario e uno astenuto.
Per le manifestazioni successive, invece, il risultato fu decisamente più prudente: 12 membri votarono nondum decernendum, ritenendo di non poter formulare un giudizio definitivo, e 2 votarono contro.
I voti della feria Cuarta
Nel 2016 papa Francesco decise di approfondire ulteriormente la questione sottoponendola alla cosiddetta Feria Cuarta, la sessione ordinaria dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede.
A cardinali, vescovi, studiosi ed esperti del Dicastero, oltre alla relazione Ruini, fu chiesto di prendere in esame anche un documento critico rispetto alle conclusioni della Commissione e una successiva controrelazione.
Come rivelato da David Murgia, tra i 33 membri di questa mini-commissione figuravano i cardinali Müller, Schönborn, Coccopalmerio, Scola, Koch, Sepe, Ouellet, Ruini e molti altri esperti.
Ciascuno di loro motivò per iscritto il proprio giudizio sulla natura del fenomeno di Medjugorje, scegliendo tra l’origine soprannaturale (constat de supernaturalitate), la non soprannaturalità (constat de non supernaturalitate) e la mancanza di elementi sufficienti per giungere a una conclusione (non constat de supernaturalitate).
Il 17 settembre 2016 arrivò la risposta: 21 contrari alla soprannaturalità, 9 favorevoli, 3 senza un giudizio definitivo.
Nel frattempo, secondo quanto rivelato, questa mini-commissione per la dottrina della fede non seguì l’approccio adottato dalla commissione Ruini, ovvero quello di suddividere il fenomeno in due periodi.
Elementi che confermano la complessità del caso Medjugorje
Ma anche, nonostante il parere contrario alla soprannaturalità della Feria Cuarta la Santa Sede comunque decise di optare per una linea prudenziale, distinguendo tra il riconoscimento dei frutti pastorali e spirituali legati al luogo e un eventuale giudizio definitivo sull’origine delle apparizioni.
Nel settembre 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede, con l’approvazione di Papa Francesco, pubblicò la nota «La Regina della Pace», concedendo il nihil obstat (nessun ostacolo) alla diffusione della devozione legata a Medjugorje, pur senza prendere posizione sull’autenticità soprannaturale delle apparizioni.
Pertanto, e nonostante la maggioranza dei voti contrari da parte degli esperti, Francesco e i suoi collaboratori decisero comunque di discostarsi dal giudizio del dicastero.
Presumibilmente continuarono a tenere in grande considerazione il verdetto della commissione Ruini, almeno per quanto riguarda le prime apparizioni.
Con informazioni fornite da UCCR




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