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Morto monsignor Pavanetto, colui che guidava la sezione vaticana latina e si firmava come Cletus

Monsignor Pavanetto da poco deceduto, è stato un grande latinista.

Rita Sberna (09.01.2021 13:04, Gaudium Press) Ha lasciato questa vita il “principe dei latinisti” monsignor Cleto Pavanetto, massimo esperto della lingua di Cesare nella Città del vaticano e collaboratore dei pontefici nella traduzione dei documenti della Santa Sede, aveva 89 anni.

Chi era monsignor Pavanetto

Nato a Padova il 20 dicembre 1931, sacerdote salesiano, il suo vero nome era Anacleto ma tutti lo chiamavano Cleto e i suoi libri in latino erano firmati col nome Cletus.

Per tutta la sua carriera è stato professore di lingua e letteratura greca, classica e lingua e letteratura latina nella Facoltà di Lettere dell’Università Pontificia Salesiana di Roma.

E’ stato anche presidente della Fondazione Latinitas, ad istituirla fu Papa Paolo VI nel 1976, con il chirografo “Romani sermonis” per promuovere lo studio della lingua e delle lettere latine classiche e cristiane, fino alla sua soppressione da parte di Benedetto XVI nel 2012.

Monsignor Pavanetto è stato anche addetto della sezione di Lettere latine della Segreteria di Stato in Vaticano dal 1970 al 2001, come capo ufficio.

I libri di monsignor Pavanetto

Tra i tanti libri da lui scritti è autore di: “De carmine quod inscribitur ‘Megálai Eóiai’ Hesiodo adsignato” (Elettrongraf 1983); “Litterarum Graecarum classicarum lineamenta potiora” (2 volumi, Las 1986); “Elementa linguae et grammaticae Latinae” (Las 1991); “Euripidis Bacchae: Graecus textus, Latina et Italica e Graeco trans-latio, criticae animadversiones” (Lev 1994); “Graecarum Litterarum institutiones, altera editio, pars prior” (Las 1996); “Graecarum Litterarum institutiones, alterius partis altera editio aucta et emendata” (Las 1997); “Elementa linguae et grammatica latinae” (Las 2017).

Nel giro di quindici giorni sono scomparsi due colonne dell’Ufficio lettere latine della Segreteria di Stato vaticana. Oltre a monsignor Pavanetto, il giorno di Natale ci ha lasciati il padre carmelitano Reginald Foster e poi monsignor Pavanetto la sera dell’Epifania.

Tra il giungo 2019 e marzo 2020, don Cleto era stato diverse volte ospite della trasmissione radiofonica “Anima Latina” sull’emittente radio Vaticana, in uno dei suoi interventi disse: “Anche al giorno d’oggi ci sono persone che non amano la lingua latina perché sembra non portare guadagni immediati”. “Quid non mortalia pectora cogis, auri sacra fames!”, aveva esclamato citando Virgilio. “Eppure la conoscenza di quell’immenso tesoro che è la lingua latina è fondamentale per darci una spina dorsale quando parliamo in italiano”. “Troppe volte sui media sentiamo pronunce sbagliate o troviamo parole usate in modo scorretto perché non si conosce il latino. “E anche i ‘fanatici’ della lingua inglese dovrebbero riflettere sul fatto che i vocaboli che indicano gli strumenti digitali moderni sono vocaboli latini”.   

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