Gaudium news > Napoli: si ripete il miracolo del sangue di San Gennaro

Napoli: si ripete il miracolo del sangue di San Gennaro

Lo sventolio di un fazzoletto bianco, alle 17:03 del 2 maggio, ha indicato che il sangue di san Gennaro si era liquefatto. Il pubblico presente ha accolto l’annuncio con un grande applauso.

cq5dam.thumbnail.cropped.250.141 8

Redazione (05/05/2026 14:59, Gaudium Press) Nel pomeriggio di sabato scorso 2 maggio, alle 17:03, migliaia di fedeli riuniti nella Cattedrale di Napoli, hanno assistito al rinnovato miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. Lo sventolio di un fazzoletto bianco era il segnale e subito ha fatto seguito un grande applauso dei fedeli

Subito dopo, le reliquie, il busto di San Gennaro e i busti dei santi patroni sono stati portati in processione fino alla Basilica di Santa Chiara.

Seguendo una tradizione, ripresa dopo 50 anni, il reliquiario è stato portato da 16 vigili del fuoco. La processione guidata dal Cardinale è stata accompagnata da numerosi fedeli napoletani, dal Sindaco Michele di Bari, dal Vice-Governatore Mario Casillo e dal Sindaco Gaetano Manfredi.

Un miracolo di fede e identità per Napoli

“È un miracolo di fede e identità per la nostra città. Un momento di unione e un messaggio di pace per il mondo. La visita del Papa, tra pochi giorni, suggellerà ancora di più questo grande patto di fede tra Napoli e il suo santo patrono, che per i napoletani rappresenta uno dei momenti fondanti”, ha detto il sindaco. Al termine della processione, l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, ha ribadito il suo appello alla pace, sottolineando la vocazione della città, specialmente alla luce della visita di Papa Leone XIV.

Nella sua omelia, il cardinale ha sottolineato che «Napoli non è chiamata ad essere potente, ma profetica; non a dominare, ma a testimoniare; non a imporsi, ma a servire. Ed è chiamata ad essere una città di pace, non attraverso la retorica, ma attraverso la responsabilità. Questa non è una processione, è un popolo che riparte, una Chiesa che rifiuta di restare ferma, una comunità che rifiuta di essere spettatrice della storia, ma sceglie di viverla, di soffrirla, di redimerla».

Napoli è chiamata ad essere una città di pace

«Mentre camminiamo, si apre per noi un tempo di grazia, perché la nostra città si prepara ad accogliere Papa Leone XIV. E accoglierlo significa ricordarci che non siamo un popolo disperso, ma una Chiesa custodita in una promessa viva», ha detto. Ha anche sottolineato che Napoli «è chiamata ad essere una città di pace» e che questa pace «inizia nel cuore, nelle case, negli abbracci che seguono il conflitto, nei luoghi che abitiamo ogni giorno».

Infine, ha ribadito che «la pace inizia quando non ci allontaniamo, quando il dolore di una persona diventa responsabilità di tutti, quando nessuno è uno straniero e nessuno è rifiutato, quando le strade diventano spazi di fraternità e non di indifferenza, quando chi è caduto trova qualcuno che lo rialzi.

La pace inizia quando una città sceglie di non avere paura della propria umanità, ma di viverla pienamente, e allora sì, anche Napoli potrà essere veramente una città di pace, sotto lo sguardo e la testimonianza di San Gennaro». (EPC)

 

 

lascia il tuo commento

Notizie correlate