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Papa Francesco “Credere non è una cosa da vecchi”

Papa Francesco continua il ciclo di catechesi incentrate sulla vecchiaia affrontando il tema della coerenza della fede e dell’eredità dell’onore prendendo in esempio il personaggio biblico di Eleazaro.

Fedeltà della vecchiaia e l’onore della fede

Rita Sberna (04.05.2022 09:51, Gaudium Press) Papa Francesco ha iniziato la sua udienza parlando del personaggio biblico di Eleazaro e sottolineando un aspetto in particolare: “La sua figura ci consegna una testimonianza dello speciale rapporto che esiste fra la fedeltà della vecchiaia e l’onore della fede. Vorrei parlare proprio dell’onore della fede, non solo della coerenza, dell’annuncio, della resistenza della fede. L’onore della fede si trova periodicamente sotto la pressione, anche violenta, della cultura dei dominatori, che cerca di svilirla trattandola come reperto archeologico, vecchia superstizione, puntiglio anacronistico.”

Il racconto biblico dell’anziano Eleazaro

“Il racconto biblico – dice il Papa – narra l’episodio degli ebrei costretti da un decreto del re a mangiare carni sacrificate agli idoli. Quando viene il turno di Eleazaro, che era un anziano molto stimato da tutti, gli ufficiali del re lo consigliano di fare una simulazione, cioè di fingere di mangiare le carni senza farlo realmente. Così Eleazaro si sarebbe salvato, e – dicevano quelli che in nome dell’amicizia avrebbe accettato il loro gesto di compassione e di affetto. Dopo tutto – insistevano – si trattava di un gesto minimo, insignificante.”

Disonorare la fede nella vecchiaia

Un problema che il Papa ha sollevato prendendo in esempio la vicenda del personaggio biblico Eleazaro è il “disonore della fede” in tarda età “Un vecchio che è vissuto nella coerenza della propria fede per un’intera vita, e ora si adatta a fingerne il ripudio, condanna la nuova generazione a pensare che l’intera fede sia stata una finzione, un rivestimento esteriore che può essere abbandonato, pensando di poterlo conservare nel proprio intimo. Non è così, dice Eleazaro. Un tale comportamento non onora la fede, neppure di fronte a Dio. E l’effetto di questa banalizzazione esteriore sarà devastante per l’interiorità dei giovani.”

La teoria dell’antica gnosi eterodossa

Secondo un’antica teoria il Papa ha affermato che “la fede è una spiritualità, non una pratica; una forza della mente, non una forma della vita. La fedeltà e l’onore della fede, secondo questa eresia, non hanno nulla a che fare con i comportamenti della vita, le istituzioni della comunità, i simboli del corpo. La seduzione di questa prospettiva è forte, perché essa interpreta, a suo modo, una verità indiscutibile: che la fede non si può mai ridurre a un insieme di regole alimentari o di pratiche sociali.”

La fede a volte, viene rappresentata in maniera negativa

Papa Francesco in conclusione ha fatto notare che a volte, la fede subisce una rappresentazione negativa, sotto forma di ironia culturale, a volte con una occulta emarginazione.

“La pratica della fede è considerata come un’esteriorità inutile e anzi nociva, come un residuo antiquato, come una superstizione mascherata. Insomma, una cosa per vecchi. La pressione che questa critica indiscriminata esercita sulle giovani generazioni è forte” conclude il Pontefice.

Ed infine Francesco dice: “La fede merita rispetto e onore: ci ha cambiato la vita, ci ha purificato la mente, ci ha insegnato l’adorazione di Dio e l’amore del prossimo. È una benedizione per tutti! Non baratteremo la fede per una manciata di giorni tranquilli. Dimostreremo, in tutta umiltà e fermezza, proprio nella nostra vecchiaia, che credere non è una cosa “da vecchi”. E lo Spirito Santo, che fa nuove tutte le cose, ci aiuterà volentieri.”

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