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Papa Francesco dice no agli abusi sessuali

Papa Francesco ha recitato i vespri con sacerdoti, vescovi e consacrati e in tale occasione ha condannato gli abusi sessuali.

 

Rita Sberna (29.07.2022 11:01, Gaudium Press) Durante l’omelia dei vespri recitati insieme a vescovi, sacerdoti, consacrati e operatori pastorali, Papa Francesco ha detto: «Per sconfiggere la cultura dell’esclusione occorre che iniziamo noi: i pastori, che non si sentano superiori ai fratelli e alle sorelle del Popolo di Dio; gli operatori pastorali, che non intendano il loro servizio come potere. Si inizia da qui»

Il Pontefice ha poi continuato dicendo: «i costruttori di una Chiesa diversa: umile, mite, misericordiosa, che accompagna i processi, che lavora decisamente e serenamente all’inculturazione, che valorizza ognuno e ogni diversità culturale e religiosa». Mai più, ripete, «la comunità cristiana si lasci contaminare dall’idea che esista una superiorità di una cultura rispetto ad altre e che sia legittimo usare mezzi di coercizione nei riguardi degli altri».

Poi Papa Francesco fa anche un esempio che riguarda un vescovo: «il vostro primo vescovo, Saint Francois de Laval, che si scagliò contro tutti coloro che degradavano gli indigeni inducendoli a consumare bevande per truffarli.  Non permettiamo che alcuna ideologia alieni e confonda gli stili e le forme di vita dei nostri popoli per cercare di piegarli e di dominarli»

Non avere uno sguardo negativo sul mondo

Il Papa inoltre invita a non guardare il mondo con occhi negativi e a vivere il Vangelo non solo a parole ma con le opere testimoniando «una testimonianza traboccante di amore gratuito, come fa Dio con noi. Un annuncio che chiede di incarnarsi in uno stile di vita personale ed ecclesiale che possa far riaccendere il desiderio del Signore, infondere speranza, trasmettere fiducia e credibilità».

Vangelo e testimonianza

Il Papa a proposito di testimonianza ci dice: «il Vangelo si annuncia in modo efficace quando è la vita a parlare, a rivelare quella libertà che fa liberi gli altri, quella compassione che non chiede nulla in cambio, quella misericordia che senza parole parla di Cristo. La Chiesa in Canada ha iniziato un percorso nuovo, dopo essere stata ferita e sconvolta dal male perpetrato da alcuni suoi figli. Penso in particolare agli abusi sessuali commessi contro minori e persone vulnerabili, scandali che richiedono azioni forti e una lotta irreversibile. Io vorrei, insieme a voi, chiedere ancora perdono a tutte le vittime. Il dolore e la vergogna che proviamo deve diventare occasione di conversione: mai più!».

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