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Papa Francesco: “Dio ci preservi dal pietismo ipocrita e presuntuoso”

Continua il ciclo di catechesi sulla vecchiaia. Oggi il Pontefice ha preso in esempio il personaggio biblico di Giobbe.

Rita Sberna (18.05.2022 09:46, Gaudium Press) Il brano che oggi è stato letto chiude il Libro di Giobbe, un personaggio che incontriamo nel nostro cammino di catechesi sulla vecchiaia. Dice il Pontefice “lo incontriamo come testimone della fede che non accetta una “caricatura” di Dio, ma grida la sua protesta di fronte al male, finché Dio risponda e riveli il suo volto. E Dio alla fine risponde, come sempre in modo sorprendente: mostra a Giobbe la sua gloria ma senza schiacciarlo, anzi, con sovrana tenerezza”.

Papa Francesco invita a leggere bene il Libro di Giobbe e a darne la giusta interpretazione, per cogliere la forza dal suo grido.

Vincere la tentazione del moralismo

La storia di Giobbe – afferma il Pontefice –ci aiuta a vincere la tentazione del moralismo, davanti al dolore di aver perso tutto.

“In questo passaggio conclusivo del libro – afferma il Pontefice–  quando Dio finalmente prende la parola –, Giobbe viene lodato perché ha compreso il mistero della tenerezza di Dio nascosta dietro il suo silenzio. Dio rimprovera gli amici di Giobbe che presumevano di sapere tutto, di Dio e del dolore, e, venuti per consolare Giobbe, avevano finito per giudicarlo con i loro schemi precostituiti. Dio ci preservi da questo pietismo ipocrita e presuntuoso!”

Questo è ciò che Dio disse nei loro confronti: «La mia ira si è accesa contro di [voi][…], perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. […] Il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe» (42,7-8).

Lo sfogo di Giobbe ne rappresenta la svolta della sua conversione

Il Pontefice sottolinea questo passaggio del Libro di Giobbe “Il punto di svolta della conversione della fede avviene proprio al culmine dello sfogo di Giobbe, là dove dice: «Io lo so che il mio Vendicatore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno, non da straniero» (19,25-27). Possiamo interpretarlo così: “Mio Dio, io so che Tu non sei il Persecutore. Il mio Dio verrà e mi renderà giustizia”.

A tal proposito il Pontefice fa un riferimento a tutte quelle persone che nella vita sembrano essere travolte da molti mali e tante ingiustizie e dice che “Tutti abbiamo conosciuto persone così. Siamo stati impressionati dal loro grido, ma spesso siamo anche rimasti ammirati di fronte alla fermezza della loro fede e del loro amore. Penso ai genitori di bambini con gravi disabilità, o a chi vive un’infermità permanente o al familiare che sta accanto… Situazioni spesso aggravate dalla scarsità di risorse economiche. In certe congiunture della storia, questi cumuli di pesi sembrano darsi come un appuntamento collettivo.”

Anche la Pandemia covid- 19 e la guerra in Ucraina sono da considerare “eccessi”

Questi due eventi che ci hanno colpito negli ultimi anni, dice Francesco, sono da considerare degli “eccessi”, ma afferma: “Possiamo benedirli religiosamente come giustificata risposta alle colpe delle vittime, che se li sono meritati? Non possiamo. Esiste una sorta di diritto della vittima alla protesta, nei confronti del mistero del male, diritto che Dio concede a chiunque, anzi, che è Lui stesso, in fondo, a ispirare. Il “silenzio” di Dio, nel primo momento del dramma, significa questo. Dio non si sottrarrà al confronto, ma all’inizio lascia a Giobbe lo sfogo della sua protesta. Forse, a volte, dovremmo imparare da Dio questo rispetto e questa tenerezza.”

I vecchi come Giobbe “ne hanno viste tante”

«Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto» alla fine è questo che dice Giobbe (42,5). “Questa testimonianza è particolarmente credibile se la vecchiaia se ne fa carico, nella sua progressiva fragilità e perdita. I vecchi ne hanno viste tante! E hanno visto anche l’inconsistenza delle promesse degli uomini. Uomini di legge, uomini di scienza, uomini di religione persino, che confondono il persecutore con la vittima, imputando a questa la responsabilità piena del proprio dolore” dice Francesco.

Ed infine il Pontefice invita i cristiani a guardare la Croce e a prendere esempio da Maria ricordando che il Figlio sulla Croce si è Abbandonato al Padre.

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