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Papa Francesco “Essere apostoli in missione profetica testimoniando con la preghiera e la fraternità”

Papa Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Capitolo Generale dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi).

Rita Sberna (14.06.2022 12:14, Gaudium Press) Papa Francesco in occasione dell’Udienza ha riferito di aver rimandato il viaggio missionario in Congo e Sud Sudan “alla mia età non è così semplice partire in missione! Ma le vostre preghiere e il vostro esempio mi danno coraggio, e sono fiducioso di poter visitare questi popoli, che porto nel cuore” ha riferito il Pontefice.

La missione come testimonianza profetica

I Padri Bianchi hanno scelto di lavorare con questo Capitolo Generale sulla missione come testimonianza profetica.

Papa Francesco ha detto loro: “Prima voglio dirvi che mi è piaciuto molto sentire che avete vissuto queste giornate “con gratitudine” e “con speranza”. Questo è molto bello. Guardare al passato con gratitudine è segno di buona salute spirituale; è l’atteggiamento “deuteronomico” che Dio ha insegnato al suo popolo “(cfr Dt cap. 8).

Gratitudine e speranza

Francesco ha poi parlato di quelle persone che nella vita non sono grate a ciò che hanno ricevuto ed ha fatto anche un invito: “Chi non sa ringraziare Dio per i doni che Egli ha seminato lungo il cammino – pur faticoso e a volte doloroso – non ha nemmeno un animo speranzoso, aperto alle sorprese di Dio e fiducioso nella sua provvidenza. In particolare, questo atteggiamento spirituale è decisivo perché possano maturare i germi di vocazione che il Signore suscita con il suo Spirito e la sua Parola.

Una comunità in cui si sa dire “grazie” a Dio e ai fratelli, e in cui ci si aiuta a vicenda a sperare nel Signore Risorto è una comunità che attira e sostiene coloro che sono chiamati. Dunque, avanti così: gratitudine e speranza.”

Essere apostoli in missione profetica

Il Pontefice ha poi approfondito la questione della missione come testimonianza profetica: ”Il Padre Generale ha ricordato l’esortazione che ripeteva il Fondatore: “Siate apostoli, nient’altro che apostoli!”. E l’apostolo di Gesù Cristo non è uno che fa proselitismo, non è un manager, non è un dotto conferenziere, non è un “mago” dell’informatica, l’apostolo è testimone.”

Testimonianza vuol dire preghiera e fraternità

Per testimoniare bisogna pregare ed essere fratelli, il Papa ha spiegato – “Testimonianza vuol dire essenzialmente due cose: preghiera e fraternità. Cuore aperto a Dio e cuore aperto ai fratelli e alle sorelle. Prima di tutto stare alla presenza di Dio, lasciarsi guardare da Lui, ogni giorno, nell’adorazione. Lì attingere la linfa, in quel “rimanere in Lui”, in Cristo, che è la condizione per essere apostoli (cfr Gv 15,1-9). È il paradosso della missione: puoi andare solo se rimani.”

La testimonianza di Charles de Foucauld

Francesco ha poi preso in esempio la testimonianza di Charles de Foucauld “Egli, a partire dalla sua intensa esperienza di Dio, ha compiuto un cammino di trasformazione fino a sentirsi fratello di tutti» (Enc. Fratelli tutti, 286). Preghiera e fraternità: la Chiesa deve tornare a questo nucleo essenziale, a questa semplicità irradiante, naturalmente non in modo uniforme, ma nella varietà dei suoi carismi, dei suoi ministeri e delle sue istituzioni; ma tutto deve lasciar trasparire questo nucleo originario, che risale alla Pentecoste e alla prima comunità, descritta negli Atti degli Apostoli”.

La profezia non è individuale ma comunitaria

Il Papa ha poi concluso:”E’ la comunità che dà testimonianza profetica. Penso alle vostre fraternità, formate da persone provenienti da tanti Paesi, da culture diverse. Non è facile, è una sfida che si può accettare solo contando sull’aiuto dello Spirito Santo. E poi questa vostra piccola comunità, che vive di preghiera e fraternità, è chiamata a sua volta a dialogare con l’ambiente in cui vive, con la gente, con la cultura locale. In questi contesti, dove spesso, oltre alla povertà, si sperimenta l’insicurezza e la precarietà, voi siete inviati a vivere la dolce gioia di evangelizzare.”

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