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Papa Francesco “Riscoprire la fiducia nel Signore anche in età anziana”

Continuano le catechesi sulla Vecchiaia di Papa Francesco. Il tema che oggi il Pontefice ha affrontato è stato: «Non mi abbandonare quando declinano le mie forze» (Sal 71,9) (Lettura: Sal 71,5-6.20-21).

 

Rita Sberna (01.06.2022 09:31, Gaudium Press) Il Papa inizia l’udienza commentando la preghiera del Salmo 71, che ci invita a riflettere sulla forte tensione che abita la condizione della vecchiaia. Dice Papa Francesco “La prova si presenta già di per sé con la debolezza che accompagna il passaggio attraverso la fragilità e la vulnerabilità dell’età avanzata. E il salmista – un anziano che si rivolge al Signore – menziona esplicitamente il fatto che questo processo diventa un’occasione di abbandono, di inganno, di prevaricazione e di prepotenza, che a volte si accaniscono sull’anziano”.

Le crudeltà contro gli anziani

Poi sottolinea anche il fatto spiacevole che c’è chi con cattive intenzioni cerca di “approfittarsi” dell’anziano: “Non manca, infatti, chi approfitta dell’età dell’anziano, per imbrogliarlo, per intimidirlo in mille modi. Spesso leggiamo sui giornali o ascoltiamo notizie di anziani che vengono raggirati senza scrupolo per impadronirsi dei loro risparmi; o che sono lasciati privi di protezione e abbandonati senza cure; oppure offesi da forme di disprezzo e intimiditi perché rinuncino ai loro diritti. Anche nelle famiglie accadono tali crudeltà.”

La società deve prendersi cura dei vecchi

Il Pontefice fa un invito rivolto alla società che purtroppo è troppo concentrata a coltivare “la cultura dello scarto” e dice: “L’intera società deve affrettarsi a prendersi cura dei suoi vecchi, sempre più numerosi, e spesso anche più abbandonati. Quando sentiamo di anziani che sono espropriati della loro autonomia, della loro sicurezza, persino della loro abitazione, comprendiamo che l’ambivalenza della società di oggi nei confronti dell’età anziana non è un problema di emergenze occasionali, ma un tratto di quella cultura dello scarto che avvelena il mondo in cui viviamo”.

Come mai la civiltà moderna, così progredita ed efficiente, è così a disagio nei confronti della malattia e della vecchiaia? E come mai la politica, che si mostra tanto impegnata nel definire i limiti di una sopravvivenza dignitosa, nello stesso tempo è insensibile alla dignità di una affettuosa convivenza con i vecchi e i malati? – chiede il Pontefice.

L’anziano del Salmo 71 che vede la sua vecchiaia come una sconfitta, in realtà ne riscopre la fiducia nel Signore. Sente il bisogno di essere aiutato e si rivolge a Dio.

Continua Francesco – “Sant’Agostino, commentando questo salmo, esorta l’anziano: «Non temere di essere abbandonato nella tua vecchiaia. […] Perché temi che [il Signore] ti abbandoni, che ti respinga nel tempo della vecchiaia, quando verrà meno la tua forza? Anzi, proprio allora sarà in te la sua forza, quando verrà meno la tua» (PL 36, 881-882). E il salmista anziano invoca: «Liberami e difendimi, / tendi a me il tuo orecchio e salvami. / Sii tu la mia roccia, / una dimora sempre accessibile; / hai deciso di darmi salvezza: / davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!” (vv. 2-3).

E aggiunge il Pontefice – “L’anziano riscopre la preghiera e ne testimonia la forza. Gesù, nei Vangeli, non respinge mai la preghiera di chi ha bisogno di essere aiutato. Gli anziani, a motivo della loro debolezza, possono insegnare a chi vive altre età della vita che tutti abbiamo bisogno di abbandonarci al Signore, di invocare il suo aiuto. In questo senso, tutti dobbiamo imparare dalla vecchiaia: sì, c’è un dono nell’essere vecchi inteso come abbandonarsi alle cure degli altri, a partire da Dio stesso.”

 

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