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Per amor proprio o per amore di Dio?

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ci offre quattro criteri per giudicare le nostre azioni.

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Foto: unsplash.com

Redazione (07/05/2026 16:28, Gaudium Press) Esaminiamo alcuni segni attraverso i quali si può capire se il lavoro è fatto con intenzione pura.

Il primo segno è non lasciarsi turbare da una battuta d’arresto, ma conservare la tranquillità, come se si fosse ottenuto il risultato desiderato.

È ciò che accade quando si intraprende un’opera solo per Dio; perché, vedendo che il Signore non l’ha voluta, non si deve volerla nemmeno noi. Egli non chiederà conto di ciò che si è ottenuto o del risultato dell’opera, ma solo se è stata intrapresa e se si è lavorato con il fine retto di compiacerlo.

Il secondo segno è rallegrarsi del bene operato da altri, come se lo avessimo realizzato noi, perché chi cerca solo la gloria di Dio non bada se questa sia stata ottenuta per mezzo di altri o per suo tramite.

Il terzo segno è non desiderare una funzione o un’occupazione più di un’altra, ma accontentarsi di quella che l’obbedienza impone, cercando solo di piacere a Dio in tutto.

Il quarto segno è non desiderare né l’approvazione né il ringraziamento per il bene che si è fatto e, anche se ciò ci attira disapprovazione e maltrattamenti, rimanere interiormente tranquilli come prima, pensando di aver raggiunto il nostro fine, che era unicamente quello di compiacere Dio.

SANT’ ALFONSO MARIA de LIGUORI. Il religioso santificato. San Paolo: Nebli, 2016, p. 82.

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