Profanazione in una cappella di Roma, preghiere di riparazione in tutte le Messe
.Nella cappella dell’Aurelia Hospital è stato sottratto il Tabernacolo con le Sacre Specie.

Redazione (21/06/2026 15:59, Gaudium Press) Furto sacrilego nella cappella di un noto ospedale di Roma, l’ Aurelia Hospital. Nella mattinata di martedì 16 giugno, intorno alle 10, personaggi non meglio identificati hanno sradicato e portato via il Tabernacolo della chiesa insieme al suo prezioso e sacro contenuto: le ostie consacrate.
Ciò che desta ulteriore sconcerto, oltre al grande dolore per il gesto di profanazione e sacrilegio, è che i ladri, sicuramente più di uno, siano riusciti indisturbati a sradicare e portare via il Tabernacolo di notevole peso e fortemente ancorato al suo piedistallo.
La notizia è stata diffusa immediatamente dal Vicariato di Roma, e ha suscitato ovunque nella Capitale e tra i fedeli in generale, sgomento e dolore per tale gravissimo gesto sacrilego.
La Diocesi di Roma, per mano del Vicario Generale di Sua Santità, card. Baldassare Reina, ha chiesto che per oggi, domenica 21 giugno, in tutte le parrocchie, rettorie e comunità della Diocesi, si viva un momento di preghiera di riparazione in tutte le Messe, e si celebri nella settimana almeno un’ora di Adorazione con tale intenzione.
“Non siamo dinanzi soltanto a un furto commesso in un luogo sacro – scrive il Cardinale-, ma a un atto sacrilego che offende il Signore presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia e ferisce profondamente la fede del popolo cristiano. Il dolore è reso ancora più acuto dal fatto che tale sacrilegio sia avvenuto in una cappella ospedaliera, luogo nel quale molti malati, familiari, medici, infermieri e operatori sanitari trovano consolazione, silenzio, preghiera e speranza. A questa comunità desidero esprimere la vicinanza affettuosa della Chiesa di Roma”.
E aggiunge il Card. Reina :” Come popolo di Dio siamo chiamati anzitutto alla preghiera e alla riparazione. Ogni offesa arrecata all’Eucaristia ci chiede di rinnovare la nostra fede nella presenza reale del Signore, di purificare il nostro modo di celebrare e adorare, di custodire con maggiore vigilanza e amore i luoghi santi e di lasciarci ricondurre al centro della nostra vita cristiana: Gesù Cristo, vivo e presente nel Sacramento dell’altare”.




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