San Lorenzo, diacono martire
San Lorenzo era uno dei sette diaconi di Roma, quindi uomo di fiducia del Papa.

Redazione (10/08/2026 16:48, Gaudium Press) San Lorenzo martire, uno dei martiri più venerati nella Chiesa, con numerosi devoti, è uno dei santi che celebriamo oggi.
San Lorenzo era uno dei sette diaconi di Roma, quindi uomo di fiducia del Papa.
Quando, nell’anno 258, ebbe inizio la persecuzione dell’imperatore Valeriano, la Chiesa di Roma ne subì gravemente le conseguenze. All’inizio di agosto di quell’anno, fu emanato il decreto che mirava a sradicare completamente dall’impero tutto ciò che fosse clero cristiano. L’iniquo editto stabiliva che ogni vescovo, sacerdote e diacono dovesse essere giustiziato (“episcopi et presbyteriet diacones incontinenti animadvertantur”).
Il Papa, imprigionato, promise al diacono che lo avrebbe seguito poco dopo
Il 6 agosto il Papa Sisto II fu catturato e quasi immediatamente giustiziato. La tradizione narra che San Lorenzo si sentì triste perché desiderava accompagnare il suo signore a ricevere la palma di coloro che muoiono per Cristo. Il Papa Sisto, comunque, gli disse: «Figlio mio, tra pochi giorni mi seguirai».
Infatti, quattro giorni dopo, San Lorenzo sarebbe stato martirizzato.
Ma prima si sarebbe verificato un fatto straordinario e sublime.
Il santo diacono era a conoscenza dell’avidità degli agenti dell’impero, per cui fece vendere tutti i tesori della Chiesa e distribuire il ricavato ai poveri. Una volta fatto ciò, il sindaco, all’oscuro di tutto, convocò il diacono e lo rimproverò: «Mi è stato detto che i cristiani usano calici e patene d’oro nei loro sacrifici e che nelle loro celebrazioni hanno candelabri di grande valore. Ebbene, raccogli tutti i tesori della Chiesa e portameli, perché l’imperatore ha bisogno di denaro per finanziare una guerra che sta per iniziare».
Tre giorni di tempo per mostrare i tesori della Chiesa
Il diacono Lorenzo gli chiese tre giorni di tempo. In quei giorni, radunò poveri, storpi, mendicanti, mutilati, ciechi, lebbrosi e simili e, giunto il momento, fece sapere al sindaco che aveva già ciò che gli era stato chiesto e che avrebbe trovato i tesori più belli dell’impero da offrire al suo signore.
Quando il sindaco, avido, contemplò lo spettacolo degli storpi – tesori della Chiesa –, promise a Lorenzo non solo il martirio, ma uno particolarmente crudele e lento.
Il sindaco fece preparare una graticola e vi fece stendere il diacono Lorenzo. Man mano che l’uomo veniva martirizzato, una luce gli illuminava il volto e da lui si diffondeva un dolce profumo. La luce e il profumo erano percepiti solo dai cristiani, ma non dai pagani.
“La carne è già pronta”
La Storia narra che, quando il supplizio era ormai avanzato, San Lorenzo disse ai suoi carnefici: “Sono già arrostito da un lato. Ora giratemi dall’altra parte affinché io sia completamente arrostito», e così avvenne. Quando il suo corpo fu ormai «pronto», pronunciò una frase memorabile: «La carne è già pronta, potete mangiare».
Prudenzio racconta che alla vista del martire, diversi notabili della Città Eterna si convertirono e che da allora l’idolatria cominciò a diminuire nella città.
Si afferma inoltre che fossero molti i miracoli ottenuti per intercessione del santo, e che coloro che si affidavano a lui ottenevano ciò che chiedevano.
Già l’imperatore Costantino fece costruire un oratorio nel luogo del suo martirio. Questo fu poi ampliato dai successivi pontefici.
Con informazioni fornite da EWTN





lascia il tuo commento