Santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes vittima espiatoria
Santa Bernadette aveva chiara consapevolezza della gravità dei tragici avvenimenti dell’epoca e, di conseguenza, si offrì come vittima espiatoria, disposta a versare tutto il proprio sangue per il trionfo della Chiesa.

Redazione (16/04/2026 17:21, Gaudium Press) Ultimamente si è scritto molto sulle apparizioni e sui veggenti di Fatima. Riguardo a quelle di Lourdes, molto meno; soprattutto, si parla poco o quasi nulla della vita della veggente della Madonna, Santa Bernadette Soubirous.
Solo una contadina analfabeta?
Cosa si sa di lei? Un numero infinito di cattolici la considera solo una contadina analfabeta, pura, semplice, devota, molto gentile con tutti. Ebbene, i buoni agiografi ci mostrano che era molto più di questo!
Uno di loro è stato Mons. René Laurentin, considerato uno dei più grandi teologi mariani del nostro tempo; la sua vasta opera comprende non meno di centosessanta libri, oltre a innumerevoli articoli su giornali e riviste. Per l’impegno dedicato allo studio dell’argomento, egli merita ben il titolo di grande storico delle apparizioni di Lourdes, alle quali ha dedicato tredici dei suoi libri.
Mons. Laurentin ci presenta Santa Bernadette come modello di giovane cattolica e sposa di Cristo. Ricercatore meticoloso e scrittore di grande levatura, racconta nelle sue opere innumerevoli episodi che dimostrano la facilità con cui la santa veggente scrutava nel profondo il cuore dei suoi interlocutori.
Mostra anche la sua sorprendente capacità di analizzare con precisione gli avvenimenti del periodo travagliato che il suo paese, la terra di Santa Giovanna d’Arco, stava attraversando, e sottolinea, soprattutto, come ella abbia sopportato con una forza d’animo degna dei martiri del Colosseo tutte le sofferenze che la Provvidenza ha voluto inviarle per il compimento della sua missione.
«Temo solo i cattolici cattivi…»
Nel 1870 la Francia era devastata dalla tragedia della guerra franco-prussiana, culminata nella sconfitta dell’esercito francese a Sedan e della conseguente destituzione dell’imperatore Napoleone III.
Le tristi contingenze della guerra non risparmiarono le famiglie e nemmeno i conventi delle religiose. La superiora del monastero di Saint-Gildard, a Nevers, dovette mettere le sue suore e l’edificio a disposizione delle autorità militari per la creazione di un ambulatorio.
Nei cortili e nei corridoi del convento, le uniformi colorate dei soldati si intrecciavano con gli abiti neri e bianchi delle monache.
L’ufficiale comandante posizionò una batteria di cannoni sulla veranda interna della casa e nel giardino del noviziato, per difendere la zona nord della città.
Al tramonto del 24 ottobre, si verificò in cielo uno strano fenomeno: si sarebbe detto che l’intero orizzonte si fosse trasformato in un mare di sangue.
Si trattava di un’aurora boreale che durò dalle diciannove alle ventuno. Com’era inevitabile, lo spettacolo fece una profonda impressione su tutti.
Suor Marie-Bernard – nome religioso di Santa Bernadette – fece questo commento dalle risonanze profetiche: «Nonostante questo, non si convertiranno».
Rispondendo al giornalista e scrittore Gougenot des Mousseaux a metà dicembre, quando le truppe prussiane erano in procinto di invadere la città, rivelò con tutta semplicità la profondità delle sue preoccupazioni:
«— Hai avuto nella grotta di Lourdes, o in seguito, qualche rivelazione sul futuro e sul destino della Francia?
La Santissima Vergine ti ha affidato qualche messaggio su una minaccia alla Francia?
«— No. «— I prussiani sono già vicini. Questo non ti fa un po’ paura?
«— No.
«— Non abbiamo quindi nulla da temere?
«— Temo solo i cattivi cattolici.
«— Nient’altro? «
«— Nient’altro».
Discerneva la voce di Dio negli avvenimenti
Questa giovane suora aveva la forza d’animo per rimanere al di sopra delle tragedie della guerra, preoccupata solo degli interessi della Chiesa: il pericolo risiede nei cattolici cattivi!…
Vale a dire, nei cattolici tiepidi che, smentendo con la loro lassità la fede da loro professata, instillano nel gregge di Cristo un clima di cecità e di illusione ottimistica, che rende difficile riconoscere la voce di Dio negli avvenimenti della Storia e prestare ascolto agli avvertimenti della Madre Celeste.
In effetti, sono cattolici codardi, incapaci di denunciare i peccati pubblici e individuali che causano tante calamità a popoli e nazioni.
Pochi giorni dopo, le bombe cominciarono a cadere su Nevers. Una di esse esplose in un’ala del convento. Senza perdere la serenità, suor Marie-Bernard si occupò di riportare la calma in una novizia presa da una violenta crisi di nervi nel vedere improvvisamente in fiamme la sua stanza di lavoro.
Terminata la guerra, si abbatté subito dopo sulla Francia un’altra calamità, la Comune di Parigi (dal 18 marzo al 28 maggio 1871).
In un giorno della cosiddetta Settimana Sanguinosa, suor Madeleine Bounaix, informata che il Palazzo delle Tuileries era stato incendiato dai rivoluzionari, corse a riferire la notizia a Santa Bernadette, e testimonia che questa rispose «con tutta tranquillità: “Non preoccuparti. Aveva bisogno di una bella pulizia. Il buon Dio ci passa la scopa”».
Quali informazioni concrete potesse avere sulla situazione morale del Palazzo delle Tullerie quella religiosa impegnata in umili faccende in un convento? Non si sa.
Ma in occasione delle inondazioni che devastarono il sud della Francia nel 1875, diede un’altra dimostrazione di come sapesse valutare gli avvenimenti alla luce della fede: «Il buon Dio ci castiga, ma sempre come Padre.
Le strade di Parigi sono state cosparse del sangue di un gran numero di vittime, ma ciò non è bastato a toccare i cuori induriti dal male. Si è reso necessario che anche le strade del Sud fossero lavate, che anche esse avessero le loro vittime».
«Soffrire: questo è il mio mestiere»
Tutti coloro che hanno convissuto con lei testimoniano la sua tenera carità, piena di amore e compassione per i malati che soffrivano. Ma Bernadette desiderava, sopra ogni cosa, offrire a Dio le proprie sofferenze come un olocausto di soave profumo per ottenere la conversione dei peccatori.
La sua vita era una sequenza di malattie quasi ininterrotte. Un piccolo episodio chiarisce bene come lei fosse consapevole di adempiere, in questo modo, alla missione ricevuta nella grotta di Lourdes.
Un giorno, una superiora del convento andò a trovarla in infermeria e le chiese sorridendo:
“— Allora, cosa ci fai qui, piccola pigra?
— Mia cara madre, esercito il mio mestiere.
“— E qual è il tuo mestiere?
«— Quello di essere malata – rispose gentilmente la Santa».
In un’altra occasione, confidò a una consorella: «Soffrire: questo è il mio compito».
Quando l’una o l’altra religiosa dava qualche segno di compassione nei suoi confronti, Bernadette si affrettava a rettificare: «È così bello, così dolce e, soprattutto, così salutare soffrire!»

Esempio per i cattolici del XXI secolo
Non ha paura della morte, ma teme, questo sì, il contagio dell’errore nei figli della Chiesa. Il suo sguardo riflette anche una pietà esente da ingenuo sentimentalismo riguardo alla natura umana incline al peccato e alla rivolta contro la legge morale.
Per questo motivo, e nel suo zelo per la salvezza delle anime, non esita a definire «nemici» gli uomini che si ostinano a diffondere l’errore e il male. Ma, volendo salvare anche questi infelici, prega il buon Dio di inviare loro… un castigo misericordioso che li spinga alla conversione.
Nella sua anima non c’era alcuna indulgenza verso l’errore e il vizio, poiché questi non hanno diritti. I diritti, nel loro senso legittimo, sono prerogativa dei difensori della verità, del bene e della bellezza.
Un bell’esempio per tutti noi, cattolici del XXI secolo. Un invito a vivere e a giudicare la nostra epoca così confusa e travagliata come Bernadette Soubirous ha vissuto e giudicato i tempi tragici in cui ha combattuto su questa terra d’esilio la dura battaglia per conquistare in Cielo la «ricompensa troppo grande» (Gn 15, 1).
Testo tratto, con adattamenti, dalla rivista Arautos do Evangelho n. 191, febbraio 2017. Di P. Ramón Ángel Pereira Veiga, EP.




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