Santa Caterina da Siena, mistica e consigliera di Papi
La Santa avrebbe voluto evitare il scisma di Avignone, ma la debolezza di un Papa e la testardaggine di un altro non lo permisero.

Redazione (29/04/2026 15:56, Gaudium Press) Santa Caterina da Siena ha segnato la storia dell’umanità.
Nacque nel 1347, con una sorella gemella che non sopravvisse molti giorni, ma raggiunse il battesimo. Era la penultima dei figli maschi e l’ultima delle figlie. Ebbe la grazia di crescere in un ambiente religioso e puro. Suo padre era un tintore affermato.
Fin da bambina il cielo le si aprì e conversava con angeli e santi.
Si rinchiudeva nella sua stanza dove coltivava la sua devozione. Ma sua madre voleva darle in sposa, e poiché lei, che dall’età di 7 anni aveva fatto voto di verginità, non cedeva, iniziò a subire una vera e propria persecuzione da parte della madre. Le impedì persino di rinchiudersi nella sua stanza, per cui dovette costruirsi una stanza mistica, dove custodiva il suo cuore.
Si era tagliata i capelli a 16 anni, in segno della sua rottura con il mondo. A 18 anni, ricevette l’abito delle Suore della Penitenza di San Domenico, una sorta di terzo ordine domenicano.
Tra le molte grazie del cielo che ricevette, vi fu quella che è conosciuta come lo “sposalizio mistico” con il Signore.
La Santa di Siena aveva appena 19 anni quando sperimentò questo matrimonio mistico. Mentre era da sola in preghiera, vide apparire Gesù, la sua Santissima Madre e un grande corteo angelico. A un certo punto la Vergine le prese la mano e la condusse dal Figlio, il quale le donò un anello che le mise al dito. Da allora la Santa affermò che la sua fede era quasi assoluta. Quell’anello lei lo vedeva sempre, anche se era invisibile alle altre persone.
Ricevette anche le stigmate della passione, visse inoltre una “morte mistica” in cui fu condotta in spirito all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso, e avvenne in lei uno “scambio mistico di cuori con Gesù Cristo”.
Imparò miracolosamente a leggere e a scrivere, per compiere la missione che Dio le aveva destinato sulla terra.
Il suo confessore è il suo biografo, un Beato
Aveva un gran numero di discepoli, i caterinati, tra cui c’erano chierici e laici. Tra questi si trovava il Beato Raimondo da Capua, suo confessore e primo biografo, grazie al quale si conoscono molti dettagli della sua vita.
Il suo carisma molto evidente non le impedì di subire la persecuzione di alcune persone, sicuramente mosse dallo spirito maligno. Subì persino l’incomprensione dei frati del proprio ordine e di alcune delle sue consorelle.
Dopo una preparazione spirituale nel raccoglimento, giunse l’ora della sua “vita pubblica”. Servì come pacificatrice in mezzo alle lotte intestine nella cristianità. Lei stessa affermò che per prepararsi alla missione che svolgeva «ho ricevuto insegnamenti, come in sogno, dal glorioso evangelista San Giovanni e da San Tommaso d’Aquino».
In quella santa donna abitava anche lo spirito delle crociate, poiché desiderava una cristianità pacificata che si disponesse poi alla liberazione dei luoghi santi.
Visse nei prodromi dello scisma di Avignone, periodo di grande sofferenza per la Chiesa. Supplicò papa Gregorio XI di lasciare Avignone e tornare nella sua sede romana, per riformare il clero ed esercitare una buona amministrazione degli Stati Pontifici. Si recò ad Avignone per denunciare i vizi della corte pontificia e chiedere che si ponesse fine agli abusi.
Rimproverò il re di Francia per aver condottouna guerra contro i cristiani e non essersi impegnato nella crociata.
Convince il Papa a tornare a Roma
Alla fine convinse Gregorio XI a tornare a Roma.
Si narra che, avendo fatto un voto segreto di tornare a Roma, Gregorio incontrò l’opposizione della sua corte di Avignone nel realizzarlo. Il Papa consultò Caterina, e quale fu la sua sorpresa quando la Santa gli rispose: «Mantenga la promessa fatta a Dio». Lei sapeva ciò che il Papa non aveva raccontato a nessuno.
Ma Firenze entra in guerra contro il Papa e perseguita la Santa. Gregorio muore e viene eletto Urbano VI, che chiama Santa Caterina al suo fianco come aiutante.
Ma Urbano era molto rigido, e il diavolo ne approfittò per indurre alcuni cardinali a tornare ad Avignone ed eleggere un antipapa, Clemente VII, dando così inizio al Grande Scisma d’Occidente.
Caterina lottò per il vero Papa, scrivendo innumerevoli lettere a cardinali e re.
Ma lo scisma avanzava, era una vera e propria Passione della Chiesa, e lei viveva il dolore di quella Passione.
Chiese ai suoi segretari che, quando fosse entrata in estasi, annotassero le cose che diceva. Così nacque il Dialogo, veri e meravigliosi dialoghi tra la sua anima e Dio.
Morì molto giovane, a 33 anni, un 29 aprile; ma aveva già compiuto la sua missione sulla terra e ora ne iniziava una nell’eternità.





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