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Sant’Ignazio di Loyola: il fondatore della Compagnia di Gesù

Sant’Ignazio nacque nel castello di Loyola nell’anno 1491. Era il più giovane dei figli di Bertrán de Loyola e di Marina Sáenz.

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Redazione (31/07/2026 17:29, Gaudium Press) Sant’Ignazio nacque nel castello di Loyola nell’anno 1491. Era il più giovane dei figli di Bertrán de Loyola e di Marina Sáenz.

Intraprese la carriera militare, ma all’età di 30 anni, quando era già capitano, mentre difendeva il castello di Pamplona venne ferito a una gamba e fu rimandato al proprio castello. Subì tre interventi chirurgici alla gamba, che sopportò con stoicismo, ma rimase zoppo per il resto della sua vita.

Vite dei santi al posto dei romanzi cavallereschi

Durante la convalescenza voleva leggere romanzi cavallereschi, ma le uniche letture disponibili nel suo castello erano una vita di Cristo e una raccolta delle vite dei santi, che iniziò a leggere. In seguito, meditando, mise a confronto la sensazione che gli era rimasta leggendo i suoi romanzi cavallereschi con quella che provava leggendo il libro delle vite dei santi: «gioia» iniziale e poi molta frustrazione nei libri cavallereschi; forza e consolazione nel contemplare la vita di coloro che la Chiesa aveva elevato all’onore degli altari.

E mentre si dedicava a quelle letture, si chiedeva: «Perché non provare a imitarli? Se erano fatti della stessa argilla di cui sono fatto io e sono giunti a quella vetta di vita, perché io non posso fare lo stesso?».

Mentre decideva seriamente di convertirsi, una notte gli apparve la Vergine con il Bambino, e da allora si propose di percorrere la via della santità e di servire solo il Re dei Cieli.

Guarito alla gamba, sebbene ormai zoppo per il resto dei suoi giorni, si recò al Santuario della Vergine di Montserrat. Lì decise di fare penitenza per i propri peccati, sostituì i propri abiti con quelli di un mendicante, si consacrò alla Vergine e fece una confessione generale della propria vita.

Imparò di più nella grotta di Manresa che nelle università

Vicino al Santuario di Montserrat si trova un piccolo borgo chiamato Manresa; vi si recò e si stabilì in una grotta nei dintorni, dove trascorse circa un anno in preghiera e meditazione. Lì concepì i suoi famosi Esercizi Spirituali, che alcuni sostengono gli siano stati affidati dalla Santissima Vergine.

Un giorno Sant’ Ignazio avvertì una certa apatia nei confronti delle cose spirituali. Era la notte oscura dell’anima, che tutti i grandi santi devono attraversare. In quei momenti Dio purifica gli spiriti e fa loro patire grandi aridità, affinché comprendano che tutto proviene da Dio.

A Manresa fu anche assalito dagli scrupoli, che lo portarono quasi alla disperazione. Ma la grazia di Dio lo sosteneva. Imparò molto nella grotta di Manresa, cose che gli servirono in seguito per la direzione delle anime. Egli diceva che «in un’ora di preghiera a Manresa ho imparato di più a guidare le anime di quanto avrei potuto imparare frequentando le università».

Un giorno, nel 1523, decise di recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme e vi si recò.

Iniziò a studiare all’età di 33 anni presso il collegio di Barcellona. Ovviamente, i suoi compagni lo prendevano in giro a causa della sua età, ma Ignazio, che era il suo nome di battesimo, sopportava tutto ciò con pazienza. Successivamente si recò a studiare all’Università di Alcalá. Si manteneva raccogliendo l’elemosina.

Alla Sorbona, il seme iniziale della Compagnia di Gesù

Successivamente si recò a studiare presso la famosa Università della Sorbona. Lì avrebbe conosciuto i sei compagni con cui avrebbe fondato la sua grande opera, la Compagnia di Gesù: Pedro Fabro, Francisco Javier, Laínez, Salmerón, Simón Rodríguez e Nicolás Bobadilla. Tutti ottennero il dottorato in quell’università.

Il 15 agosto 1534, nel corso di una semplice cerimonia, tutti emisero i voti di povertà, obbedienza e castità. Era il giorno dell’Assunzione della Vergine. Si impegnarono inoltre a obbedire incondizionatamente al Papa.

Partirono quindi alla volta di Roma. Lì Papa Paolo III li autorizzò a ricevere l’ordinazione sacerdotale e, successivamente, nel 1540, lo stesso Papa approvò le costituzioni della nuova comunità, la Compagnia di Gesù, che molti conoscono come i gesuiti.

La Compagnia di Gesù conobbe una rapida espansione, durante la quale non mancarono le prove, come in ogni opera di Dio.

Sant’Ignazio visse fino alla sua morte a Roma, governando la Compagnia e cercando la santificazione di tutti coloro che si avvicinavano a lui.

Scrisse oltre 6.000 lettere di direzione spirituale. Il suo motto «Tutto per la maggiore gloria di Dio» (Ad maiorem Dei gloriam) divenne il motto non solo della sua opera, ma anche di moltissime anime nel corso della storia.

Morì il 31 luglio 1556, all’età di 65 anni. Fu canonizzato nel 1622.

Con informazioni fornite da EWTN

 

 

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