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Udienza del Papa: La vecchiaia della vita ha bisogno di Dignità e Onore

L’udienza del Papa questa mattina si è svolta in piazza san Pietro. Il Pontefice sta continuando a trattare il tema di “Onorare il Padre e la Madre: l’amore per la vita vissuta”.

Rita Sberna (20.04.2022 09:34, Gaudium Press) Il Santo Padre continua a ricordare nelle sue udienze gli anziani, in particolare tutte quelle persone che avendo un’età avanzata affrontano momenti di smarrimento e avvilimento, facendo riferimento anche alle brutte esperienze che possono accadere nella nostra vita a qualsiasi età.

Il Pontefice ha messo a confronto anche le varie ferite che possono colpire la persona dicendo che “Le ferite più gravi dell’infanzia e della giovinezza provocano, giustamente, un senso di ingiustizia e di ribellione, una forza di reazione e di lotta. Invece le ferite, anche gravi, dell’età anziana sono accompagnate, inevitabilmente, dalla sensazione che, comunque, la vita non contraddice sé stessa, perché è già stata vissuta.”

«Onora il padre e la madre» è un impegno solenne

Papa Francesco ci tiene a spiegare che è “il primo della “seconda tavola” dei dieci comandamenti. Non si tratta soltanto del proprio padre e della propria madre. Si tratta della generazione e delle generazioni che precedono, il cui congedo può anche essere lento e prolungato, creando un tempo e uno spazio di convivenza di lunga durata con le altre età della vita. In altre parole, si tratta della vecchiaia della vita.”

La “Dignità” equivale alla parola “Onore”

“Noi oggi abbiamo riscoperto il termine “dignità”, per indicare il valore del rispetto e della cura della vita di chiunque – afferma il Pontefice.

Continua – Dignità, qui, equivale sostanzialmente all’onore. Pensiamo bene a questa bella declinazione dell’amore che è l’onore. La cura stessa del malato, il sostegno di chi non è autosufficiente, la garanzia del sostentamento, possono mancare di onore. L’onore viene a mancare quando l’eccesso di confidenza, invece di declinarsi come delicatezza e affetto, tenerezza e rispetto, si trasforma in ruvidezza e prevaricazione. Quando la debolezza è rimproverata, e addirittura punita, come fosse una colpa. Quando lo smarrimento e la confusione diventano un varco per l’irrisione e l’aggressività. Può accadere persino fra le pareti domestiche, nelle case di cura, come anche negli uffici o negli spazi aperti della città. Incoraggiare nei giovani, anche indirettamente, un atteggiamento di sufficienza – e persino di disprezzo – nei confronti dell’età anziana, delle sue debolezze e della sua precarietà, produce cose orribili. Apre la strada a eccessi inimmaginabili.

I giovani non devono disprezzare gli anziani

 Francesco fa un esempio: “I ragazzi che danno fuoco alla coperta di un “barbone”, perché lo vedono come uno scarto umano, sono la punta di un iceberg, cioè del disprezzo per una vita che, lontana dalle attrazioni e dalle pulsioni della giovinezza, appare già come una vita di scarto.”

Il Pontefice cita un passo del libro del Siracide e un passo della storia di Noè che fa riflettere sulla parola e il senso dell’Onore. Noè giace scomposto dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo. I figli, per non farlo svegliare nell’imbarazzo, lo coprono delicatamente, con lo sguardo abbassato, con grande rispetto.

Alla fine conclude l’udienza dicendo: “Nonostante tutte le provvidenze materiali che le società più ricche e organizzate mettono a disposizione della vecchiaia – delle quali possiamo certamente essere orgogliosi –, la lotta per la restituzione di quella speciale forma dell’amore che è l’onore, mi pare ancora fragile e acerba. Dobbiamo fare di tutto per sostenerla e incoraggiarla, offrendo migliore sostegno sociale e culturale a coloro che sono sensibili a questa decisiva forma di “civiltà dell’amore”. Non è una questione di cosmetici e di chirurgia plastica. Piuttosto, è una questione di onore, che deve trasformare l’educazione dei giovani riguardo alla vita e alle sue fasi. L’amore per l’umano che ci è comune, inclusivo dell’onore per la vita vissuta, non è una faccenda per vecchi. Piuttosto è un’ambizione che renderà splendente la giovinezza che ne eredita le qualità migliori.“

 

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