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Udienza Generale: dalla Francia speranza di rinascita della fede per tutta la Chiesa

L’Udienza Generale ha ripercorso i momenti culminanti del Viaggio apostolico in Francia

 

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Foto: Vatican Media

Redazione (30/09/2026 14:46, Gaudium Press) Davanti ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, Leone XIV ha dedicato l’Udienza Generale di oggi, mercoledì 30 settembre, al recente viaggio apostolico in Francia con la visita all’UNESCO, conclusosi due giorni fa. Il Papa ha rivisto le principali tappe del viaggio ricorrendo ad un’immagine centrale: quella della “rinascita”, come avvenuto per la cattedrale di Notre-Dame di Parigi, restaurata dopo il terribile incendio del 2019.

Sinergia Chiesa e Stato

   Il Papa ha evidenziato come la ricostruzione della cattedrale abbia dimostrato che esiste la possibilità di una collaborazione concreta tra Chiesa, Stato, istituzioni pubbliche e società civile. Una “sinergia per il bene comune” che, ha sottolineato, dovrebbe diventare uno stile ordinario della vita pubblica e avere come criterio fondamentale la dignità della persona umana. Ma Notre-Dame, ha aggiunto, è anche immagine della “Chiesa di pietre vive, del popolo santo di Dio”, uomini e donne che credono e testimoniano la loro fede.

Veglia coi giovani

Il Santo Padre ha poi offerto un parallelo tra la rinascita di Notre Dame e la   Veglia con i giovani allo Stade de France. Leone XIV si è detto colpito dal fervore e dall’entusiasmo incontrati in Francia e ha definito quella presenza giovanile un grande segno di speranza per la Chiesa dei nostri giorni.

Lourdes

Il Pontefice ha poi ricordato la tappa di Lourdes, dove ha ribadito che ogni vita umana, anche nella condizione di maggiore fragilità, conserva una dignità inviolabile e deve essere curata, accompagnata e sollevata dalla sofferenza. Ha inoltre ricordato l’incontro con alcune vittime di abusi, assicurando la volontà e l’impegno suo e della Chiesa di ascoltarle, accompagnarle nel cammino di guarigione e lavorare per la prevenzione.

Metz

La riflessione si è quindi spostata su Metz e sull’Europa. Leone XIV ha ricordato che il progetto europeo era nato dalle rovine del Secondo Conflitto Mondiale come progetto di pace, fondato sui valori della democrazia, solidarietà e fraternità sostenuti da Robert Schuman, tra i grandi padri di tale sogno. ” Anche oggi è su tali fondamenta e con questa ‘linfa ‘ vitale che il progetto –  Europa può rinnovarsi, in una mondo molto più globalizzato, dove il dialogo interreligioso riveste un ruolo di primaria importanza. per questo, a Metz, ho incontrato i rappresentanti dellle diverse tradizioni religiose, i quali hanno letto e sottoscritto in mia presenza l’ “appello di Metz” per il dialogo e la pace”. Quindi queste le indicazioni proposte dal Pontefice per rinnovare la vocazione europea.

Preoccupazione per il Tigray

Nei saluti e negli appelli finali, il tono si è fatto particolarmente accorato. In lingua inglese, Leone XIV ha espresso “profonda preoccupazione” per la ripresa delle ostilità nel Tigray e nelle regioni etiopi limitrofe, chiedendo a tutte le parti di scegliere la via del dialogo. Il conflitto armato, ha ricordato, non risolve i problemi ma li aggrava, lasciando dietro di sé solo morte, distruzione e rancori. Il Santo Padre ha inoltre auspicato che la comunità internazionale intervenga prontamente con gli aiuti umanitari per le popolazioni colpite.

Ottobre mese del Rosario

Infine, all’approssimarsi del mese di ottobre, Leone XIV ha rinnovato l’invito già proposto a Lourdes di dedicare il Rosario  alla fine delle guerre e al raggiungimento della pace. Un’udienza, dunque, che dal ricordo della rinascita della Chiesa in Francia si è conclusa con lo sguardo rivolto alle ferite ancora aperte del mondo e con un nuovo appello alla pace.

 

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