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“Un pellegrino russo alla stazione in un mattino d’autunno” il nuovo libro di Stefania Perna

Il titolo richiama il famoso classico di spiritualità “I racconti di un pellegrino russo”.

Rita Sberna (18.02.2022 19:39, Gaudium Press) Stefania Perna, docente di lettere, moglie e mamma di 3 figli vive a Bari, è laureata in lettere classiche con un dottorato in letteratura cristiana antica su sant’Ambrogio, ha scritto un nuovo libro (ormai il suo curriculum ne conta tanti e con diverse tematiche trattate) la nuova opera “Un pellegrino russo alla stazione in un mattino d’autunno” per l’edizioni Segno è un testo narrativo con toni meditativi che lascia spazio alla riflessione personale grazie alle affermazioni di santi e alle esperienze di vita raccontate.

La prefazione è di padre Serafino Tognetti che scrive “piacerà molto a coloro che non si accontentano, ma si sentono in ricerca e, anche in un’epoca difficile come quella moderna, vogliono nutrire la propria anima presso fonti autentiche”.

 Un libro che narra la ricerca dell’uomo verso il Divino

 La prefazione di padre Serafino dà subito un’idea chiara del contenuto del libro: “Il libro parte con il racconto di un uomo che cerca il modo per poter pregare sempre, dal momento che Gesù nel Vangelo dice di pregare sempre senza stancarsi. Com’è possibile obbedire a quest’ordine del Salvatore? Chi può dire di riuscire a pregare sempre? L’uomo comincia così a girare per i vari monasteri e ad interrogare i monaci, gli uomini spirituali, i padri carismatici, ma nessuno gli dà risposte soddisfacenti.

Finalmente trova un vecchio monaco che gli insegna un metodo per poter pregare sempre ed egli inizia così una nuova vita.”

 A quel punto si entra nel vivo del libro, la stessa autrice inizia a fare delle domande al pellegrino, lei stessa è una pellegrina e quei pellegrini siamo ognuno di noi che nella nostra vita percorriamo strade a noi sconosciute e siamo sempre alla ricerca di qualcosa o meglio di qualcuno: Dio!

Abbiamo chiesto all’autrice, com’è nata l’ispirazione per questo libro e ci ha raccontato quanto segue:

“Anche questo libro, come tutti i miei… è molto autobiografico. Infatti, come si racconta ad un certo punto del libro, il pellegrino si era posto questa domanda: “Come camminare? Quali cose sono realmente indispensabili per camminare verso Dio?”. Sono le domande che mi sono posta io stessa per molto tempo…e mentre me le ponevo, mi è capitato di leggere il famoso libro russo (I racconti del pellegrino russo)…E allora ho pensato di stendere questo strano testo, nel quale in fondo sono io stessa quel pellegrino, come scrive Tognetti nelle righe finali della prefazione (“Stefania ha letto molto, ha preso appunti, ha messo in fila le cose e le mette a disposizione. Si, è lei la pellegrina. Non sarà russa…ma  a questo punto non conta più sapere da che parte del mondo arrivano lo stimolo e il pungolo per alzarsi: il pellegrinaggio è iniziato e non deve finire più”.

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