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Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

22 novembre, XXXIV Domenica del T. O.

Mt 25, 31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.

COMMENTO

L’anno liturgico celebra la sua ultima domenica. Settimana prossima sarà l’Avvento e, con esso, si inizia un nuovo anno. Per finire il ciclo liturgico, la Santa Chiesa festeggia la Solennità di Cristo Re, istituita da Pio XI. Il Vangelo è la scena grandiosa del giudizio finale dei gentili.

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La fine dell’anno liturgico ricorda, in certa maniera, la fine delle nostre singole vite e, in modo ancor più adeguato, la fine del mondo. Perciò il Vangelo odierno evoca la grandezza del giudizio universale, evento al quale tutti parteciperemo, anche se non sappiamo ancora da quale parte, se a destra o a sinistra del Signore. Abbia Lui pietà di noi e si degni di preservarci dall’ira!

Il Signore separa le pecore dalle capre, le prime le manda a destra e le seconde a sinistra, le prime sono premiate, le seconde punite. Supplichiamo il Signore che ci tenga sempre a destra!

Dalle parole di Gesù sembra stranamente dedursi che la caratteristica generale di tutti coloro che saranno chiamati al Suo giudizio sarà l’ignoranza del Vangelo. E, pur non conoscendo né Gesù né il Padre, tutti saranno premiati o puniti. Sembrerebbe dunque realizzarsi in questa scena una sorta di giudizio dei gentili, già profetizzato nell’Antico Testamento come un evento diverso dal giudizio dei credenti a cui in San Matteo si fa riferimento nelle parabole precedenti.

E quale sarà il criterio del Signore nel pronunciare la sentenza? Dio guarderà a quello che sarà stato l’atteggiamento dei pagani verso i cristiani, considerati nel passo odierno come “i fratelli più piccoli di Gesù”. Il Signore quindi non fa affatto riferimento alle opere di bene che saranno state fatte ai poveri, agli indigenti, né ai barboni, oppure agli immigrati. Le uniche opere che salveranno o condanneranno saranno quelle fatte a “questi più piccoli”, ossia ai veri discepoli del Signore.

Non avendo infatti ricevuto l’annuncio del Vangelo in modo da potersi convertire all’unica verità, i pagani che avranno avuto nei confronti dei veri cristiani atteggiamenti di benevolenza, avranno in quel modo vissuto quella carità verso lo stesso Gesù: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Perciò riceveranno il premio eterno: “venite, benedetti del Padre mio…” Se invece saranno stati ostili, riceveranno il castigo: “Via, lontano da me, maledetti”.

Siamo buoni cristiani, fedeli alla parola del Signore, in modo da poter essere annoverati tra i “più piccoli fratelli di Gesù”, così salveremo noi stessi e daremo opportunità a molti altri di salvarsi, quando, intuendo in noi i veri riflessi del Divino Maestro, ci tratteranno con amicizia, non a noi, ma a Lui in noi.

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